Formazione

Il Bo è il primo ateneo in Italia a dotarsi di agenti del cambiamento

I change agent sono docenti motivati che avranno il compito di innovare didattica e apprendimento.

Il cortile del Bo

L’università di Padova è il primo ateneo in Italia a dotarsi di agenti del cambiamento. L’ateneo patavino ha avviato il secondo corso rivolto ai docenti per la Formazione. Avranno il compito di innovare didattica e apprendimento.

Lo scopo

Nel «Universities without walls – a vision for 2030», documento redatto dall’European University Association, si specifica quanto importante, tra le missioni prioritarie cui le università devono puntare entro il 2030, sia lo sviluppo di un sistema di insegnamento e apprendimento in grado di condurre alla formazione di «studenti e studentesse pensatori/pensatrici creativi/e e critici/che, risolutori/trici di problemi e cittadini/e attivi/e e responsabili», in un processo che deve necessariamente coinvolgere non solo tutta la comunità universitaria ma anche i soggetti esterni, guidando la trasformazione verso un’università aperta, trasformativa, transnazionale, inclusiva e sostenibile.

Padova

Ma come assicurare il raggiungimento di questi obiettivi? E come rendere sufficienti le risorse destinate alle università e alle loro attività nell’ottica di rimanere al passo con i tempi e rivisitare metodi, strumenti, mentalità e cultura di docenti e studenti? Per rispondere a queste necessità l’Università di Padova è scesa in campo scegliendo di adottare un approccio partecipativo e diffuso, implementando lo spirito collaborativo e dotandosi, quindi, di una comunità di Change Agent.

Change Agent

Chi sono i Change Agent? Letteralmente «agenti del cambiamento», i change agent sono docenti motivati, già in possesso di un Open Badge T4L (un attestato digitale che evidenzia le competenze e le abilità acquisite), che, dopo aver seguito un percorso formativo volto ad apprendere e a saper diffondere pratiche didattiche di successo (quali community building, leadership, active learning), si mettono a disposizione della comunità accademica del proprio dipartimento e supportano i colleghi e le colleghe in percorsi di crescita professionale al fine di incentivare un costante processo di miglioramento e modernizzazione della didattica.

Unicum

Questa comunità trans-disciplinare è un unicum in Italia ed è stata tra gli elementi che ANVUR – l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario – ha contrassegnato come distintivi dell’Università di Padova (come emerso nel corso della visita della Commissione di Esperti per la Valutazione nel 2018), contribuendo alla classificazione del nostro Ateneo in vetta ai ranking. L’efficacia di questa figura è risultata ancora più evidente durante il lockdown e a seguito delle misure restrittive adottate per contenere il diffondersi della pandemia da Coronavirus: sono stati i Change Agent, infatti, a gestire gli appuntamenti del «T4LTogether», attività che hanno permesso ai docenti di condividere le prime esperienze di didattica a distanza e di confrontarsi su quali accorgimenti adottare per migliorare e rendere più agevole il processo di insegnamento/apprendimento in tempi di lezioni sincrone e asincrone. In poche settimane sono stati organizzati ben 24 incontri che hanno coinvolto oltre 420 docenti dell’Ateneo – quasi uno su cinque – afferenti a tutti i dipartimenti e hanno permesso di diffondere velocemente e in modo trasversale le informazioni necessarie per attuare le migliori strategie. La figura del Change Agent è stata introdotta nell’Università di Padova già a partire dal 2018, quando è stato avviato il primo ciclo formativo riservato a quei docenti che, avendo già frequentato i corsi «Teaching4learning», avevano avuto modo di dimostrare il loro interesse a diventare parte attiva nel promuovere il miglioramento e l’innovazione didattica. Al primo gruppo di 26 Change Agent “classe 2018” si aggiungeranno presto i 20 aspiranti che hanno iniziato il percorso formativo lo scorso giugno. Questo percorso rientra in un più globale impegno dell’ateneo patavino per assicurare il miglioramento continuo e costante della qualità della didattica, nella totale consapevolezza che investire per migliorare le pratiche di insegnamento permetterà di ottimizzare l’apprendimento di studenti e studentesse.

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