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Il Bo si schiera al fianco di Admo per sensibilizzare la donazione del midollo osseo

E lanciano un contest: 800 nuovi donatori targati dell'università di Padova, quanti gli 800 anni dell’ateneo

Nasce una collaborazione per portare sempre più giovani universitari del Bo a diventare potenziali donatori di midollo osseo e quindi di vita. È questo il senso e l’anima dell’intesa sancita oggi tra l’Università di Padova e Admo Veneto, l’associazione donatori di midollo osseo, che sfocerà a breve in protocollo condiviso, una volta approvato dagli organi preposti. Alla presentazione della collaborazione nell’Archivio antico di Palazzo Bo erano presenti la Magnifica Rettrice Daniela Mapelli e la presidente di Admo Veneto Mara Rosolen. Accanto a loro anche chi da qualche mese sta lavorando per la sensibilizzazione dei giovani universitari a Padova, in particolare nelle facoltà scientifiche, come il professor Marcello Rattazzi, direttore del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, e Filippo Valle, studente di medicina, volontario Admo e donatore effettivo di midollo osseo, che tanto si è speso per coinvolgere professori a studenti alla causa, a  rappresentare anche le centinaia di studenti che hanno risposto affermativamente alla chiamata di Admo. 

Numeri

Con un bel numero già in “tasca” direttamente dall’Ateneo patavino ossia 526 nuovi potenziali donatori che si sono iscritti al Registro IBMDR tipizzandosi presso l’Università di Padova, con il tampone salivare, nelle cinque date finora organizzate fino a metà novembre. Circa 90 tipizzazioni a giornata in media, attraverso l’utilizzo dei tamponi salivari, effettuati da una biologa e analizzati dal centro trasfusionale di Vicenza, e la disposizione dei medici per le visite pre-tipizzazione. E gli incontri non sono ancora finiti perché in programma c’è ancora l’appuntamento del 7 e del 13 dicembre a Padova, nell’Aula Morgagni del Policlinico e il 12 dicembre a Treviso, per gli studenti dell'ateneo patavino di medicina e infermieristica, presso il Laboratorio di Biochimica in via Scarpa 9. 

Mapelli

«La straordinaria risposta di studentesse e studenti di medicina del nostro ateneo è l’esempio tangibile dell’attenzione e della sensibilità che anima chi frequenta l’Università di Padova – afferma Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova –. Sulla scia di questi 526 possibili donatori, iscritti in così poco tempo al registro, sono certa che la collaborazione con Admo porterà a superare l’obiettivo che ci siamo prefissati, quello degli 800 studentesse e studenti tipizzati. Ringrazio chi l’ha già fatto e invito chi può a farlo: bastano pochi minuti del proprio tempo per contribuire a donare una speranza in più a chi ha bisogno di trapianto di midollo osseo».

Admo

«Sono felice di vedere nella mia città, Padova, tanta generosità e attenzione, soprattutto tra i giovani, alla causa di vita che porta avanti Admo. Il numero degli studenti che non ha esitato a fare un tampone salivare negli incontri a Medicina, per entrare nel registro dei possibili donatori di midollo osseo è già un regalo, unitamente all’accordo con l’Ateneo, è un ulteriore passo avanti che porterà nuove possibilità le tante persone che stanno aspettando un midollo osseo per vincere la battaglia con la malattia e con la vita - le parole di Mara Rosolen, Presidente di Admo Veneto - .La nostra mission è salvare vite umane continuando a cercare quel uno a 100 mila tra i tanti giovani, grazie all’Università ora il bacino si allarga, con la speranza di far quadrare questo match che è così tanto difficile ma vitale nel vero senso della parola. Confidiamo ora di arrivare a conclusione dei festeggiamenti per gli 800 anni dell’Ateneo anche con i “nostri 800 studenti donatori”, che rappresenteranno un orgoglio non solo per l’Università ma per tutta la città».

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