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Venerdì, 2 Dicembre 2022
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Università, cinque milioni di euro dall'Europa per il recupero dell'energia residua

Sono stati assegnati al progetto Hidden Hydro Oscillating Power for Europe che svilupperà un’innovativa soluzione tecnologica per recuperare l’energia residua dell’acqua in contesti idrici attualmente non sfruttati, come reti idriche di distribuzione e depurazione dell’acqua, canali di scarico e correnti sottomarine e lagunari

L’Università di Padova si aggiudica un altro finanziamento prestigioso nell’ambito del programma Horizon Europe grazie al coordinamento della professoressa Giovanna Cavazzini del Dipartimento di Ingegneria Industriale in collaborazione con il Centro Interdipartimentale Giorgio Levi Cases. Quasi 5 milioni di euro sono stati assegnati al progetto H-HOPE - Hidden Hydro Oscillating Power for Europe che svilupperà un’innovativa soluzione tecnologica per recuperare l’energia residua dell’acqua in contesti idrici attualmente non sfruttati, come reti idriche di distribuzione e depurazione dell’acqua, canali di scarico e correnti sottomarine e lagunari.

Gli obiettivi

Obiettivo del progetto è ottenere una tecnologia a basso costo in configurazioni diverse che si adattino alle caratteristiche dei contesti applicativi che vanno da condotte in pressione a canali a cielo aperto. Per consentire lo sfruttamento più ampio possibile della tecnologia da parte di utenti privati e pubblici, strumenti di progettazione preliminare e di supporto allo sviluppo verranno resi disponibili tramite la piattaforma “Do-It-Yourself” i cui contenuti saranno liberamente fruibili.

Cavazzini

«Grazie a questa tecnologia, sarà possibile digitalizzare le reti ed i canali artificiali e naturali, aumentandone la resilienza e la sostenibilità, aspetto chiave - in un’ottica presente e futura - per affrontare il problema sempre più stringente di uno sfruttamento sostenibile delle risorse energetiche ed idriche.» dice Giovanna Cavazzini, coordinatrice del progetto. «Congratulazioni alla Prof.ssa Cavazzini, ai suoi partner nel progetto H-HOPE e a tutti coloro che hanno contribuito ad ottenere un altro importante finanziamento europeo. Questo risultato consolida il prestigio internazionale del nostro Ateneo anche nel campo dei progetti collaborativi di ricerca applicata e innovazione tecnologica» dichiara il Prorettore alla Ricerca dell’Università di Padova Fabio Zwirner.

Le università

Il partenariato, che è composto da 14 enti tra cui università, centri di ricerca e public utility, unirà ricerca nel settore idroelettrico con le necessità del servizio pubblico nella gestione delle acque. I partner provengono da 9 paesi diversi e includono alcuni top player in questo settore: Università di Padova, Università Politecnica della Catalogna (Spagna), Università di Uppsala (Svezia), Università di Vienna (Austria), Università di Ljubljana (Slovenia), Università di Brno (Repubblica Ceca), Università di Reykjavik (Islanda), centro ricerche Tubitak (Turchia), Edison s.p.a. (Italia), Vattenfall AB (Svezia), OR Reykjavík Energy (Islanda), Acque Veronesi, Amministrazione delle acque e delle fognature di Izmir (Turchia), CJH Multisourcing snv.

Il prossimo 16 novembre a Bruxelles si terrà l’incontro d’avvio del progetto la cui durata prevista è di 4 anni.

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