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Il Bo cambia Rettore, ma gli studenti fuori sede sono senza casa. Affitti alle stelle come a Milano

Mentre cambiano i vertici all'Università monta il caso del caro affitti. Agenzie immobiliari e proprietari hanno approfittato della pandemia per aumentare i costi fino a 500 euro per una doppia. Il 4 ottobre presidio dell'Udu davanti all'Ateneo

Ben 200 studenti si sono ritrovati oggi 1 ottobre in Piazza Portello per chiedere una casa, una stanza, un luogo in cui vivere nella città che hanno scelto per studiare. Tuttavia sembra che a Padova non vi sia più un posto: «Centinaia di studenti e studentesse non hanno trovato un posto in cui stare» spiega Virginia Libero, presidente di Udu Padova, il sindacato studentesco «e per questo il prossimo 4 ottobre ci troveremo davanti al Bo per chiedere all’ateneo di prendere soluzioni di breve, medio e lungo periodo».

Le testimonianze

A lei fanno eco varie testimonianze di chi non ha trovato appartamenti, come quella di Eugenio, a cui l’agenzia immobiliare aveva promesso una casa, ma ha cambiato idea all’ultimo minuto. O quella di Nicola, che se non trova una stanza dovrà tornare in Puglia e abbandonare gli studi. E poi Tatiana, studentessa internazionale a cui un proprietario ha chiesto 500 euro per un posto letto in una stanza doppia. Prezzi che non si trovano neanche a Milano o a Roma.

L'assemblea

Sono proprio gli studenti internazionali a rappresentare la maggioranza dell’assemblea, subire truffe sugli affitti è per loro un’esperienza tipica dello studio in Italia. C’è chi si vede negata la caparra e chi la paga per una casa che non esiste. «Molti si trovano in alberghi, ostelli ed AirBnb, spesso fuori Padova, e se finiscono i soldi dovranno terminare la loro esperienza di studi prima ancora di novembre» sono le parole di James, studente di origine inglese. «La Regione ha bloccato i finanziamenti per il diritto allo studio, motivo per cui mense e residenze studentesche stanno annaspando da decenni e ora la situazione è critica. Nemmeno le residenze private riescono a coprire la situazione e comunque costano troppo. E' necessario intervenire» spiega Beatrice Sofia Urso, rappresentante della comunità studentesca nel CdA di Esu.

Presidio

«L’Ateneo si vanta spesso dei propri studenti internazionali, che danno grande lustro all’università, ma non li può abbandonare a loro stessi senza tutele» prosegue Alessia Conti, rappresentante in Senato Accademico, a cui si aggiunge Enrico Caccin: «Unipd chieda alla Regione gli investimenti di cui necessita tutta la comunità accademica, parliamo di una amministrazione che non copre nemmeno le borse di studio, Elena Donazzan (assessora regionale all’istruzione, ndr) cominci a prendere misure serie per il diritto allo studio e la smetta di vaneggiare su leva obbligatoria». Il prossimo 4 ottobre è previsto un presidio davanti al Bo, per chiedere all’Ateneo di intervenire e non lasciare che la componente studentesca fuori sede debba abbandonare gli studi o vivere da senza tetto.

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