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Test medicina, oltre 3000 aspiranti camici bianchi si "sfidano" a Padova. Zaia contro il numero chiuso

Il presidente della Regione: «Il numero chiuso a medicina non è il metodo migliore. La selezione si fa durante gli studi«»

Martedì 6 settembre alle ore 13.00 si terrà alla Fiera di Padova, via Niccolò Tommaseo 59, il test di ingresso per i Corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria erogati in lingua italiana. Quest’anno a Padova gli iscritti al test sono stati 3119 (2131 donne e 988 uomini) per i 428 posti a disposizione (340 a Padova e 88 a Treviso). Nella selezione del 2019 furono 3.056, nel 2020 3.382 e nel 2021 si iscrissero 2.968 (2048 donne e 920 uomini) candidati per 414 posti (334 a Padova e 80 a Treviso). La prova durerà 100 minuti, durante i quali i candidati affronteranno 60 domande a risposta multipla con un punteggio massimo previsto pari a 90 punti. Le opzioni di risposta saranno cinque e il candidato dovrà individuarne una soltanto, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili, sui seguenti argomenti: competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi (4 quesiti); ragionamento logico e problemi (5 quesiti); biologia (23 quesiti); chimica (15 quesiti); fisica e matematica (13 quesiti). Rimodulati quindi rispetto agli scorsi anni, la nuova ripartizione della prova di selezione prevede il 15% del test per quiz di ragionamento logico, ragionamento numerico e humanities. La restante percentuale del test è attribuita alle materie disciplinari: dalla biologia alla chimica, dalla fisica alla matematica. Il candidato otterrà 1,5 punti per ogni risposta esatta; meno 0,4 (-0,4) punti per ogni risposta errata e 0 punti per ogni risposta omessa.

Regole

I candidati potranno accedere alla sede d’esame a scaglioni, per evitare assembramenti, con autocertificazione obbligatoria (candidati e personale di vigilanza), mascherina FFP2, mantenendo il distanziamento e riponendo i propri effetti personali in guardaroba confezionati singolarmente. Il personale predisposto dell’Ateneo per la sorveglianza alle prove ammonta a circa 270 persone.

Zaia

«Lo dico da anni, esattamente dal novembre 2013: il numero chiuso a medicina non è certo il metodo migliore per investire sulla professione dei nuovi medici. Tutti i ragazzi che vogliono iscriversi hanno il diritto di conoscere la Facoltà di Medicina e di frequentarla. E la selezione va fatta durante lo studio, come accadeva in passato». Lo dice il Presidente della Regione Veneto, per ribadire il suo “no” al numero chiuso a Medicina, alla luce dei dati diffusi oggi relativamente ai test di ammissione di quest’anno dell’Università di Padova dove, a fronte di 3.119
iscritti, sono disponibili 428 posti. «Tra gli oltre 2.500 aspiranti che verranno esclusi – prosegue il Governatore –
potrebbero esserci futuri medici coi fiocchi, che però non hanno potuto mettere in mostra le loro attitudini perché ‘bocciati’ da un test dove si fanno domande che magari nulla hanno a che fare con la medicina. Il vero valore di un giovane lo si deve vedere sul campo. Per questo è fondamentale garantire l’accesso a tutti e poi aprire la selezione, rigorosa ed equa sulla base di parametri di valutazione uguali per tutti. Molti dei nostri grandi clinici di oggi – conclude il Presidente della Regione – non sono certo partiti da un quiz, ma dando prova delle
loro capacità sul campo, prima accademico, e poi sanitario».

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