Università, come cambia l’insegnamento: tre giorni di eventi e confronti a Padova

Partendo dall’esigenza di un confronto sul territorio nazionale, saranno gettate le basi per la creazione di un network Italiano per la didattica universitaria

Una cultura della didattica e un interesse evidente non solo su cosa, ma anche su come, si insegna all’università stanno diffondendosi negli atenei Italiani e internazionali.

L’Università di Padova ha risposto alla sfida nel 2016, dando il via ad un’intensa attività di interventi ed azioni finalizzati allo sviluppo professionale dei docenti, alla creazione di una cultura per l’innovazione ed il miglioramento continuo della didattica, nonché ad una condivisione, a livello nazionale ed internazionale, di metodi e strategie, grazie all’istituzione di gruppi di lavoro promossi dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e dalla EUA European University Association.

Rientrano in quest’ambito le iniziative che si terranno a fine maggio: il 27 e il 28 maggio ci saranno due workshop sull’importanza del cambiamento e sulla promozione di metodi di active learning e didattica partecipativa, mentre il 29 maggio alle 14 nell’Orto Botanico avrà luogo la seconda edizione della conferenza C’è Sempre Spazio per Migliorare. Tutti gli eventi rappresentano un momento significativo per docenti, studenti ed attori istituzionali per promuovere confronto, scambio di pratiche, sviluppi politici ed istituzionali volti a puntare sull’eccellenza della didattica universitaria, così come già avviene da tempo per il settore della ricerca.

Due workshop dal titolo A Process for Implementing Change Successfully e The Nuts and Bolts of Active Learning, ed il keynote: Lecture or Active Learning or Both, tenuti dalla prof.ssa Maryellen Weimer della Penn-State University, saranno al centro delle tre giornate, nel corso delle quali, partendo dall’esigenza di un confronto sul territorio nazionale, saranno gettate le basi per la creazione di un network Italiano per la didattica universitaria.

«Gli ambiti su cui investire sono numerosi – spiega la prof.ssa Daniela Mapelli, Prorettrice alla Didattica -, si va dalle metodologie, alle tecnologie, alla promozione di pratiche che stimolino il coinvolgimento attivo di studenti e studentesse in aula e fuori.

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Occasioni come queste rappresentano già un traguardo ma, al contempo costituiscono una nuova partenza verso nuove sfide, puntando verso l’università del futuro, in cui ci sia sempre maggior sintonia con il mondo del lavoro e delle professioni».

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