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Sfilano in mille nel corteo di Friday for Future per denunciare la crisi climatica

La manifestazione si è conclusa simbolicamente ai piedi dell'inceneritore, dove Hestambiente ha progettato una quarta linea per bruciare rifiuti: «Ritirino il progetto e diano garanzie sulla chiusura delle linee 1 e 2, già oggetto di incidenti»

Hanno scelto simbolicamente l'inceneritore, ma nella testa e nella pancia dei manifestanti ci sono i cambiamenti climatici. Oggi 24 settembre un migliaio di persone hanno partecipato al corteo per far sentire l'urgenza di agire contro la crisi climatica: «L'allarme degli scienziati non è più solo un allarme ma si sta palesando in maniera chiara e preoccupante in ogni parte del mondo» sostengono «dagli incendi alle alluvioni, dallo scioglimento dei ghiacci alle desertificazioni e agli eventi metereologici estremi, la crisi climatica è qui ed ora e sta inevitabilmente entrando nella vita di tutti noi con conseguenze irreversibili, eppure non si sta facendo nulla per impedirlo. Con la fantomatica transizione ecologica c'è chi pensa di far pagare la crisi climatica a tutti noi, ma la giustizia climatica e sociale si può avere solo con un equa ridistribuzione della ricchezza».

L'inceneritore

Il corteo si è mosso ordinatamente dalla stazione fino alla Stanga e da lì all'inceneritore di San Lazzaro, dove hanno alzato ancora di più la voce: «In questi mesi ci siamo mobilitati contro il progetto di costruzione della quarta linea dell'inceneritore di Padova, presentando numerose osservazioni assieme ai comitati locali che dimostrano come sia un progetto inutile e dannoso per la salute dei cittadini e del territorio. Ciò nonostante Hestambiente e la Regione Veneto accelerano l'iter per l'approvazione alla Valutazione di impatto ambientale. Bruciare i rifiuti non è sostenibile, l'abbiamo già ripetuto più volte, questa volta vogliamo ribadirlo più forte accerchiando l'impianto, chiedendo il ritiro del progetto e la chiusura delle linee 1 e 2, già oggetto di incidenti».

Transizione ecologica

Mentre a livello nazionale è la transizione ecologica a farla da padrone: «Il ministro incaricato della "transizione ecologica" nell'attuale governo ci tiene a farci sapere che le bollette aumenteranno fino al 40% nei prossimi mesi (nel frattempo il premier Draghi ha annunciato una manovra economica per evitarlo, ndr). Invece di investire sull'energia rinnovabile, Cingolani è convinto che importare gas da alti paesi e puntare sul nucleare siano il miglior modo per risolvere il problema, non rendendosi conto che è proprio colpa del gas se le bollette aumentano! Per noi la soluzione è sempre la stessa: la transizione non deve essere pagata dalla parte della popolazione più povera che già subisce la maggiorparte degli effetti dei cambiamenti climatici. La transizione sia a carico di chi ha inquinato fin'ora arricchendosi sulla nostra salute»

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