«Via libera alla vendita di piante e fiori»: boccata di ossigeno per 450 aziende padovane

La precisazione del Governo sblocca le aziende padovane, organizzate con vendite a domicilio e tutorial sul web per portare la primavera nelle case

Silvia Girotto

«Il grido d’allarme dei nostri florovivaisti non è rimasto inascoltato e finalmente abbiamo ottenuto il chiarimento dal Governo sul via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, punti vendita e vivai. Una boccata d’ossigeno per le 450 aziende florovivaistiche padovane che per giorni hanno temuto di dover buttare al macero i loro bellissimi prodotti, proprio all’arrivo della primavera»: Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, commenta così la precisazione del Governo sul fatto che “la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita”.

Via libera

Afferma Bressan: «Proprio Coldiretti nei giorni scorsi si era fatta portavoce, attraverso una lettera inviata dal nostro presidente nazionale Prandini, della preoccupazione degli imprenditori del settore florovivaistico, la cui attività rischiava la completa paralisi. Con questo chiarimento invece è assodato che fiori e piante potranno essere venduti alla pari delle altre coltivazioni agricole». Con 450 aziende su 1.487 Padova è leader del settore florovaistico veneto che, nonostante il calo strutturale delle imprese, aveva registrato una sostanziale tenuta della produzione, il cui valore è di circa 215 milioni di euro con un patrimonio di 1,6 miliardi di piantine. In provincia di Padova, dove il florovivaismo è diffuso nel distretto di Saonara come in diversi centri della Bassa Padovana, le aziende fatturano poco meno di 70 milioni di euro. La produzione di fiori e piante vale in Veneto circa 52 milioni mentre quella vivaistica è a 29 milioni e il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese vale 126 milioni.  Il Governo, entrando nel merito dell’argomento sollevato da Coldiretti, precisa dunque che tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese. “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. 

Buona notizia

Aggiunge Bressan: «La buona notizia arriva proprio nel momento in cui gli orti si possono seminare preparando il terreno per mettere a dimora le verdure per la prossima stagione. Il giardinaggio, inoltre, è una pratica che interessa sempre più i cittadini che con la cura di balconi, terrazze manifestano la vocazione al pollice verde. Il nulla osta è soprattutto una speranza di ripresa per i produttori costretti, in questi giorni, a buttare quanto prodotto e rimasto invenduto a causa dell’emergenza sanitaria. Lanciamo ora un appello alla grande distribuzione e agli altri canali di vendita aperti e invitiamo tutti a mettere fiori e piante nei propri giardini, orti e balconi come segno benaugurante della primavera che segna il momento del risveglio con la mobilitazione #balconifioriti”». In tutta la nostra provincia, nel pieno rispetto di tutte le disposizioni sulle restrizioni per contenere il contagio i vivai ma continuano a lavorare per garantire la massima qualità di piante e fiori e si sono organizzati per fare consegne a domicilio, con contatti per telefono o mail. Ad Anguillara Veneta un’azienda condotta da tre giovani agricoltori, Silvia, Luigi ed Edoardo Girotto, da cui il nome Sle Fiori, in questi giorni ha spinto proprio sulla vendita diretta e su un contatto quotidiano con i propri clienti e tutti gli appassionati di fiori, attraverso la pubblicazione sui social di video tutorial per la preparazione e la cura del giardino. Inoltre adesso sono pronti per la consegna bellissimi fiori come calle, tulipani, gigli e alstroemerie. Conlude Silvia Girotto, di Coldiretti Donne Impresa: «In tanti ci contattano da diverse parti della provincia per avere informazioni sulla consegna a domicilio. La gente ha bisogno di portare un po’ di colori e di profumo in casa, senza rinunciare all’emozione di stare a contatto con la natura. Noi mettiamo a disposizione il nostro lavoro per cercare di portare un messaggio positivo e di speranza in questi giorni».

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Cia Padova

Più prudente ma ugualmente soddisfatto Maurizio Antonini, direttore di Cia Padova: «Si tratta di una prima importante risposta da parte dell’esecutivo, giunta al termine di un confronto fra le parti. La questione, in realtà, presenta ancora diverse lacune che vanno colmate al più presto. I florovivaisti hanno l’opportunità di vendere dettaglio, ma i clienti non devono uscire dal Comune di residenza, salvo che per comprovati motivi di lavoro, stato di necessità o salute. Fra le altre misure, serve attivare un fondo speciale di supporto alle imprese del comparto».

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