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Domeniche ecologiche, Ascom: "Padova è una città turistica: ha bisogno di parcheggi"

Bertin, presidente Ascom, ricorda la necessità di posti auto comodi per i viaggiatori che si recano in visita nella città del Santo

A testimoniare la sua passione per le due ruote, usate sempre e comunque, ci sono i 13 (tredici!) furti di bici patiti in questi anni.
"Per questo - dichiara il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin - non credo di poter essere annoverato fra i nemici dell'ambiente, ma da qui a prefigurare una città che ostracizzi le auto ce ne corre, soprattutto se consideriamo che Padova vuole sempre più affermarsi come città turistica".

RICHIESTA REGOLARE. Bertin non perde tempo e a stretto giro di dichiarazioni contesta la visione del presidente di Legambiente, Andrea Ragona che lo ha accusato di aver abbandonato l'idea delle chiusure domenicali dei negozi. "Non solo ad aprile - continua Bertin - ma ogni santo giorno continuiamo a chiedere che si giunga ad una regolamentazione delle aperture domenicali che senza ombra di dubbio favoriscono la grande distribuzione e non sono quel toccasana sul Pil che Mario Monti, per introdurre il "sempre aperto", ci propinò nel 2011. Però Padova è città turistica e pensare di tenere i turisti a distanze siderali dal centro credo non sia una grande idea". In effetti l'idea della ex Prandina come parcheggio di prossimità al centro, tradotto dall'Ascom in un progetto presentato ancora nel 2010, nasce da analoghe esperienze europee.

ESEMPI EUROPEI. "A Brugge (o Bruges che dir si voglia) in Belgio - segnala il presidente - un grande parcheggio è sotto il centro cittadino, peraltro circondato da canali. A Rothenburg ob der Tauber, in Baviera, una delle più belle città murate della Germania, totalmente pedonalizzata, i parcheggi sono esattamente sotto le mura e non certo a tre chilometri di distanza. Senza poi andare chissà quanto lontano basti citare le esperienze del nostro Alto Adige: a Bolzano il parcheggio principale è sotto piazza Walter ed un altro è sotto la sede della Provincia autonoma, ovvero pienissimo centro. A Ortisei ce ne sono tre a 100 metri dal centro storico e a Vipiteno basta attraversare l'Isarco per andare dal parcheggio in centro. Chiedo: c'è una provincia, in Italia, che abbia un'attenzione totale all'abbinata ambiente-turismo maggiore dell'Alto Adige? E allora cerchiamo di essere seri e di trovare le soluzioni concrete e praticabili all'esigenza di contemperare ambiente e turismo, quell'ambiente e quel turismo che possono fare di Padova realmente una capitale turistica dei prossimi anni". Insomma, più pragmatismo e meno "effetti speciali". 


"NESSUN EFFETTO". "Purtroppo - conclude Bertin - la chiusura di Padova per una o più giornate non avrà alcun effetto nei confronti della qualità dell'aria e anche l'educazione dei cittadini è alquanto opinabile visto che le esperienze passate insegnano che ad ogni giornata ecologica scatta la corsa alla deroga: malati, sportivi, fedeli, ecc. Inoltre la chiusura della città, indipendentemente dall'apertura o meno dei negozi (ma ricordo che alcune tipologie come pasticcerie e fioristi hanno nella domenica un'importante quota del loro mercato), finisce per favorire la grande distribuzione che, guarda caso, ha costruito i propri store giusto nelle strade di accesso. Dubito che possa essere possibile, ma se battaglia allo smog deve essere, allora dobbiamo ripetere l'esperienza del 1973 quando la crisi del petrolio ci costrinse, tutti nessuno escluso, dal Brennero a Lampedusa, a lasciare l'auto in garage. Tutti gli altri provvedimenti sanno più di "obbligo di fare" che non di "reale utilità da ottenere"

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