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Grafene, la nuova energia: anche l'ateneo patavino contribuisce a ricerca scientifica

L'università di Padova ospita il rinomato team del gruppo "CheMaMSE" (Chemistry for the metamorphosis and the storage of energy). Uno slancio all'attività di studio sulle celle a combustibile per veicoli elettrici

Energia pulita e rinnovabile. Un obiettivo ambizioso, cui prende parte anche Padova. L'università cittadina ospita infatti uno dei gruppi di ricerca più riconosciuti nel panorama scientifico e tecnologico internazionale, che ha ottenuto il finanziamento di un progetto strategico di ateneo: il team del gruppo “CheMaMSE” (Chemistry for the metamorphosis and the storage of energy).

LA RICERCA. Il grafene giocherà un ruolo fondamentale per l’ottenimento di prototipi funzionanti di celle a combustibile per veicoli elettrici altamente efficienti ma che richiedano un impiego molto più contenuto o addirittura nullo di metalli preziosi, e andrà a costituire l’ossatura portante di nuovi materiali capaci di sostituire quelli attualmente in utilizzo, migliorandone le prestazioni ed abbattendone drasticamente i costi. Il “CheMaMSE” ha sviluppato materiali e tecnologie per celle a combustibile capaci di raggiungere o superare gli standard qualitativi proposti dai maggiori attori sulla scena mondiale in questo campo, e rappresenta un’occasione unica e di grande prestigio per dare ulteriore slancio all’attività di ricerca sulle celle a combustibile condotta presso l’ateneo patavino.

UNIVERSITÀ. "La tecnologia delle celle a combustibile è matura per un’applicazione su vasta scala – spiega il professor Vito Di Noto del dipartimento di Scienze chimiche dell’università di Padova - uno degli ostacoli principali è rappresentato dai costi elevati, causati soprattutto dall’impiego di cospicue quantità di metalli preziosi necessari a far funzionare le celle in modo ottimale e ad un’elevata efficienza".

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