Allarme ozono, Legambiente: "Oggi ancora il 48% degli spostamenti urbani avviene in auto"

Per l'associazione ambientalista bisogna cambiare rotta: "Ci aspettiamo una svolta dalla nuova amministrazione"

Doppiato venerdì scorso  a Padova, con 50 giorni di superamento dall’inizio dell’anno, il numero di giorni di sforamento del limite giornaliero dell’ozono stabilito dalla legge per un anno, che è di 25 giorni.

UNA QUESTIONE POLITICA

“Come per combattere il Pm10 – dichiara Lucio Passi portavoce di Legambiente Padova -  serve una politica che punti ha disincentivare l’uso dell’automobile, principale produttore di smog in città: siamo dunque fortemente preoccupati per l’ipotesi, messa in campo dalla Giunta, di trasformare l’area dell’ex PP1 in una parcheggio da 300 posti, che fa il paio con quella di trasformare anche l’area dell’ex caserma Prandina essa pure in parcheggio. Park così centrali non fanno altro che attirare auto verso il centro aumentandone la circolazione in città. Al contrario serve una politica della sosta basata sui parcheggi scambiatori al limitare della città.”

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"SVOLTA DALLA NUOVA AMMINISTRAZIONE"

“Legambiente - continua Passi - si aspetta una svolta dalla nuova amministrazione, basata su politiche per  disincentivare l’uso dell’auto a favore dei mezzi sostenibili. Oggi invece la situazione è tutta sbilanciata a favore di chi si sposta privatamente a motore che ammonta al 59% degli utenti della strada. Utilizza infatti l’auto per gli spostamenti giornalieri il 48% mentre l’11% usa moto e motorini. Sceglie invece tram o autobus il 24 %, e la bici il 17 %. A Padova, per una mobilità veramente sostenibile e meno inquinante dovremmo puntare a riequilibrare così la situazione: 33% auto e moto, 33% servizio pubblico, 33% bici e mezzi in condivisione. E’ ovvio che tutto questo si può fare – conclude Passi - solo con un lavoro comune tra assessori all’ambiente e alla mobilità, in coordinamento con i vari portatori di interesse della città (associazioni, categorie, comitati, sindacati, e coinvolgendo i quartieri in percorsi partecipati)".

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