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Consumo di suolo pubblico, Padova tra le 5 città critiche per saturazione urbana

Sono i dati del rapporto Ispra 2015, riportati da Legambiente: "No alla nuova proposta di variante al Piano degli interventi sugli ambiti insediativi, redatta dal settore Urbanistica e illustrata dal sindaco Bitonci"

È impietoso il giudizio che emerge dal nuovo rapporto sul consumo di suolo pubblicato in questi giorni dall’Ispra - Istituto nazionale per la protezione e la ricerca ambientale - redatto per la prima volta sulla base di una cartografia ad altissima risoluzione. A lanciare l’allarme è Legambiente: “Nel rapporto il Veneto si conferma la seconda regione d’Italia per percentuale di suolo consumato e, assieme a Milano, Torino, Napoli e Monza, Padova è una delle 5 città indicate ad elevata criticità per il livello della sua saturazione urbana, che copre e supera i confini dell’intera superficie comunale”, commenta Sandro Ginestri, vicepresidente dell’associazione. 

IL PIANO ILLUSTRATO DAL SINDACO. Secondo Legambiente è necessaria una svolta drastica a partire dalla completa revisione della nuova proposta di variante al Piano degli interventi sugli ambiti insediativi, redatta dal settore Urbanistica e illustrata dal sindaco Massimo Bitonci in consiglio comunale. “Questa proposta di variante - commenta Ginestri - non diminuisce le abnormi previsioni di nuova edilizia residenziale e addirittura prevede la possibilità di aumentare ancora le cubature anche nelle zone di perequazione, ossia proprio negli ultimi cunei verdi di Piccinato che già stanno subendo una progressiva e disastrosa cementificazione".

QUALITÀ DELL'AMBIENTE: Dati Ispra 2014

"STOP A NUOVE CEMENTIFICAZIONI". "Serve invece rivedere radicalmente il Piano per salvaguardare le aree naturali e agricole e per non aggravare le situazioni di rischio idraulico, che non è nemmeno citato - continua Ginestri - nel documento preliminare alla variante; eppure gli allagamenti dovuti all’impermeabilizzazione del suolo sono ormai una realtà di cui non si può non tener conto. Lo stop alle nuove cementificazioni non è solo un dovere - conclude - ma è anche una priorità strategica per lo sviluppo sostenibile della nostra città".

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