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Reinventarsi all'estero dopo la pensione: due padovani su tre vivono con ansia il futuro

I dati nazionali dell’osservatorio Reale Mutua dedicato al welfare dicono che il 56% dei padovani temono di non mantenere una vita dignitosa una volta smesso di lavorare.

Quasi due padovani su tre sono disposti ad andarsene all’esterno dopo la pensione. Sono i dati nazionali che emergono dall’osservatorio Reale Mutua dedicato al welfare. Per il 56% dei padovani la pensione non basterà la pensione per mantenere una vita dignitosa una volta smesso di lavorare.

INCERTEZZA. Un altro ulteriore 26% vede molta incertezza all’orizzonte e fra i principali timori, quello di non poter sostenere le spese mediche di cui si potrebbe aver bisogno andando in la con gli anni (45%), o persino cadere in povertà assoluta (33%), non riuscire a dare sostegno economico a figli e nipoti (32%) e dover gravare economicamente sulla famiglia anche per le necessità quotidiane (26%). Non si tratta solo di pessimismo. A gettare ombre sul futuro pensionistico degli italiani sono anche le difficoltà del presente, a partire dal timore di imprevisti e spese straordinarie, che costringano a metter mano al portafoglio anzitempo (45%) o una generale difficoltà a risparmiare per la vecchiaia (41%). Preoccupano anche la precarietà del lavoro (38%) e l’instabilità dello scenario economico (44%) e normativo (36%) del momento.

BASTA CASE. Solo un italiano su tre (34%), invece, investirebbe i propri soldi nel mattone. Un dato che senz’altro stupisce in un paese come l’Italia, dove la casa e’ da sempre considerata un bene rifugio in tempi difficili. Per il 25% infine la soluzione e’ tenere i soldi sul proprio conto corrente, mentre per una quota analoga la soluzione e’ investire i propri risparmi sul mercato finanziario. Ma a chi si rivolgono gli italiani per farsi consigliare? Il 42% si muoverebbe in maniera autonoma, cercando informazioni sul web (22%) o decidendo da se’ (20%). Il 38% si affiderebbe a un consulente, il 25% alla propria banca o all’agente assicurativo, mentre per il 19% le figure di riferimento sono familiari, colleghi o amici.

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