Riciclo dei rifiuti, Padova premiata: superato con 5 anni di anticipo l’obiettivo Ue del 50%

Il Comune avvia a riciclo il 51,29% dei rifiuti urbani: "Un esempio concreto di Circular City"

Il consigliere comunale Enrico Turrin con Walter Facciotti di Conai e Filippo Bernocchi di Anci

Un Comune virtuoso che nel 2015 ha superato, con ben 5 anni di anticipo, l’obiettivo UE fissato per il 2020 del 50% di avvio a riciclo dei rifiuti urbani. È con questa motivazione che la città di Padova è stata premiata lunedì a Roma nel corso della presentazione del VI Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti. A ritirare il premio c’era il consigliere comunale Enrico Turrin.

"CIRCULAR CITY". Fra i 3.549 comuni - il 13% in più rispetto al 2014 - che hanno raggiunto l’obiettivo "2020" della direttiva europea del 1998, quello di Padova si è classificato al terzo posto fra le new entry nella classe demografica superiore ai 100mila abitanti, con il 51,29% di rifiuti avviati a riciclo. "Questa è l’Italia delle Circular City - ha spiegato Filippo Bernocchi, delegato Anci a Energia e Rifiuti - un sistema virtuoso che nel contesto europeo costituisce sempre di più un modello da imitare. I rifiuti rappresentano l’elemento essenziale nel passaggio dall’economia lineare a quella circolare, una sfida nella quale i Comuni stanno giocando un ruolo di primissimo piano, avendo sviluppato al loro interno un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori".

CAVATTON. "È un traguardo che ci rende orgogliosi - ha commentato Matteo Cavatton, assessore all’Ambiente del Comune di Padova - Padova è una realtà estremamente evoluta in ambito ambientale, dove convivono sistemi di raccolta differenziata differenti, stradali e con porta a porta, in grado di adattarsi alle esigenze delle diverse aree. Per questo motivo riusciamo ad ottenere risultati importanti come questo. Devo ringraziare per il grande supporto i cittadini che con la loro correttezza ci consentono di raggiungere livelli superiori a tutte le città del nord".

IN ITALIA. A livello nazionale, sale da otto a nove il numero di Regioni italiane che hanno raggiunto, con ben 5 anni di anticipo, l’obiettivo UE del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e la "new entry" Valle D’Aosta. I Comuni che hanno già superato l’obiettivo della Direttiva Europea sono 3.549, un dato in aumento del 13% rispetto al 2014 e del 58,29% rispetto al 2013. Lo studio evidenzia un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 chili per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti. Grazie all’incremento delle quantità di rifiuti avviati al riciclo, si sono evitate emissioni di CO2 equivalenti pari a 1.792.064 tonnellate, un dato in aumento del 32,75%.

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