Gruppo d’Intervento giuridico del Veneto: "Nessun elenco degli alberi monumentali a Padova e provincia"

Ginkgo biloba, con caratteristiche di pianta monumentale, in Via Papa Giovanni XXIII a Mestrino (PD) (strada di fronte al Municipio), di cui l’Amministrazione comunale ignora l’esistenza.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

COMUNICATO STAMPA GRUPPO D’INTERVENTO GIURIDICO – VENETO, 2 GEN. 16

Si chiude così il 2015, con un bilancio in perdita per gli alberi.
Entro il 31 dicembre 2015, le Regioni, dovevano provvedere alla redazione degli elenchi degli alberi monumentali d’Italia, sulla base delle proposte provenienti dai comuni.
Il Decreto 23 ottobre 2014 recante “Istituzione dell'elenco degli alberi monumentali d'Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento.” e la Legge 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani.” prevedono che,  i comuni, entro il 31 luglio 2015, provvedono ad effettuare il censimento degli alberi monumentali ricadenti nel territorio di loro competenza.
Parole al vento.
Il 26 settembre 2015, il Gruppo d’Intervento Giuridico del Veneto, ha inviato, con tanto di posta elettronica certificata e ricevuta di avvenuta accettazione, la richiesta avente per oggetto “Censimento per l’istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia”, a 18 comuni padovani a campione, sparsi da nord a sud, da est a ovest. Eccoli:

  1. Abano Terme

  2. Arquà Petrarca

  3. Cervarese S.Croce

  4. Cittadella

  5. Galliera Veneta

  6. Galzignano Terme

  7. Monselice

  8. Montagnana

  9. Montegrotto Terme

  10. Noventa Padovana

  11. Ospedaletto Euganeo

  12. Padova

  13. Piazzola sul Brenta

  14. Piombino Dese

  15. Selvazzano Dentro

  16. Teolo

  17. Vescovana

  18. Vigodarzere

Nessuno di questi comuni ha reputato la richiesta degna di attenzione, lasciandola inevasa.
Si legge nella nota del GrIG: “[…] Si ritiene consigliabile a tal proposito dare ampia evidenza pubblica all’attività con il fine di coinvolgere e sensibilizzare i cittadini, le associazioni, e gli istituti scolastici, anche con azioni specifiche, affinché possano contribuire attivamente con le loro segnalazioni alla realizzazione del suddetto censimento.”
Silenzio di tomba da parte delle amministrazioni comunali e censimenti mai pervenuti.
Solo da Abano Terme, il 15 ottobre 2015, se non il censimento, è arrivata quantomeno la risposta dove si legge: “[...] al momento non sono stati segnalati alberi monumentali nel territorio del Comune di Abano Terme. Esistono tuttavia alcuni esemplari (…) che potrebbero (…) in un prossimo futuro essere eventualmente oggetto di inserimento”. 
All’art. 8 della Legge 14 gennaio 2013, n. 10 si legge: “[...] La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella  Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.”

Dove sta dunque l’inghippo? Che né nel Decreto 23 ottobre 2014 né nella Legge 14 gennaio 2013, n. 10 c’è la parola magica “SANZIONI” in riferimento a comuni e regioni che non adempiono al censimento.
Non c’è infatti un solo articolo, riferito a chi quel censimento avrebbe dovuto farlo, che preveda delle sanzioni per l’inosservanza o la mancata esecuzione della legge.

Il risultato è che i comuni, proprio come gli studenti sgravati dalla minaccia del compito o dell’interrogazione, non fanno assolutamente nulla.
La riconferma che a Padova, in Veneto, così come in tutta Italia, contro l’inadempienza, l’indolenza, il “fai da te”, la furberia, il continuo “tirare la corda”, funzionano solo l’azione di forza, l’azione poliziesca, il controllo, la repressione.
Una scelta deliberata: quella di preferire il bastone alla propria dignità personale e senso di autogoverno.


Gruppo d’Intervento Giuridico – Veneto
 

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