Come aprire un’azienda agricola a Padova

Aprire un'azienda agricola può essere complicato se non si sa da che parte iniziare. Ecco tutte le informazioni su come partire e quali adempimenti burocratici effettuare

Introdotta dal D.Lgs. n.99 del 29 marzo 2004 la figura dell’Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) ha sostituito di fatto quella dell’Imprenditore Agricolo a Titolo Principale (IATP). Una nuova qualifica, quindi, che prevede qualche aggiornamento e diversi benefici, fra cui la possibilità di accedere a una serie di agevolazioni fiscali. Vediamo di seguito le informazioni nel dettaglio dal sito Coldiretti Giovani Impresa.

Requisiti e cosa occorre

Quali sono quindi i requisiti per diventare un Imprenditore Agricolo Professionale e cosa occorre fare per acquisire questo titolo?

Nello specifico con l’acronimo di IAP identifica colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali, dedichi alle attività agricole, direttamente  o in qualità di socio, il 50% delle proprie ore lavorative e che ricavi dalle stesse almeno il 50% del proprio reddito globale di lavoro.
Per acquisire il titolo di Imprenditore Agricolo Professionale è necessario essere almeno in una delle seguenti condizioni:

  • essere in possesso di Diploma di Laurea in Scienze Agrarie o Forestali, Medicina Veterinaria, Scienza delle Produzioni Animali, Scienza delle Tecnologie Alimentari, o Diploma Universitario nelle medesime aree o ancora Diploma di Istituto Tecnico Agrario o professionale con indirizzo agrario;
  • esercitare attività agricola come titolare, contitolare, coadiuvante familiare, amministratore, lavoratore agricolo per almeno un triennio in data antecedente alla presentazione della domanda di riconoscimento della qualifica;
  • essere in possesso di Attestato di frequenza con profitto a corsi di formazione professionale in agricoltura, organizzati in attuazione di normative comunitarie, statali o regionali e dove il numero di ore di frequenza del corso varia secondo la regione.

Inoltre, si aggiungono le condizioni individuate nella definizione stessa della qualifica (50% del reddito e ore lavorative) e l’iscrizione obbligatoria alla gestione previdenziale ed assistenziale per l’agricoltura.

Può capitare, tuttavia, che il richiedente non sia in possesso di uno o più requisiti. In tal caso l’imprenditore può comunque presentare istanza alla provincia competente ed avviare la procedura di iscrizione, a patto che entro il termine di due anni dimostri di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti.

Il termine, inoltre, può essere prorogato di ulteriori due anni, nel caso in cui si verifichino condizioni particolari come avversità atmosferiche e calamità o a seconda della tipologia di colture dell’azienda.

Come diventare imprenditore agricolo in 10 passi

La sezione AgriFoodToday poi, espone  quali sono i passaggi fondamentali per creare la propria azienda e passare dall'ideazione di un progetto alla sua realizzazione concreta

Creare un'azienda agricola

Creare un'azienda agricola e dedicarsi al lavoro della terra o all'allevamento può sembrare una cosa alquanto facile. Ma in realtà passare dall'idea, dal progetto alla sua realizzazione, richiede dei passaggi ben specifici che vanno conosciuti perché l'agricoltura non è certo più quella di 100 anni fa. Oggi è regolata da tutta una serie di normative che bisogna conoscere per poter far diventare realtà quello che all'inizio è soltanto un sogno. Per aiutare chi si avvicina a questo settore a farlo nella maniera più semplice possibile la Coldiretti ha stilato un vademecum dei dieci passi da compiere dal moderno imprenditore agricolo

1. Bisogna partire da una “idea” attorno alla quale sviluppare un progetto

Innanzitutto si deve decidere se si vuole essere un agricoltore più “tradizionale”, che produce un determinato prodotto , o uno “innovativo” e “diversificato”, che può tra l'altro sfruttare le opportunità offerte dalla legge di orientamento in agricoltura. Inoltre si deve avere ben chiaro quali si vorrebbe che fossero le leve strategiche del proprio lavoro, il cuore del proprio business: innovazione, vendita diretta, reti, territorio, qualità, agroenergie, agriturismo, fattoria didattica, agricoltura sociale.

2. Conoscere e analizzare le potenzialità aziendali

Per farlo bisogna studiare il territorio, il mercato, i concorrenti e le normative vigenti. L’intuizione da sola non è sufficiente a decretare il successo di un’attività. Un’idea d’impresa, se pur apparentemente vincente, va sempre accompagnata, prima, dopo e durante l’elaborazione, da un’analisi, suggerisce Coldiretti, secondo cui è consigliabile prendere in considerazione:

  • capitale umano (competenze professionali, quale modello gestionale, quale forma giuridica);
  • capitale fisico (dimensioni aziendali, immobili disponibili e da acquisire, macchine e attrezzi);
  • offerta (massa critica, differenziazione prodotti e attività, qualità, diversificazione);
  • mercati (canali di vendita possibili, attività promozionali);
  • performance economica (redditività e costi). Bisogna poi valutare alcune componenti esterne all’azienda:
  • istituzionale (normativa di riferimento, esistenza di reti formalizzate come consorzi, cooperative, ecc.);
  • territoriale (dotazione infrastrutturale materiale e immateriale, disponibilità di servizi alle imprese agricole);
  • commerciale (canali distributivi locali, caratteristiche della domanda e dell’offerta);
  • competitivo: struttura della concorrenza e grado di concentrazione dell’offerta.

3. Confrontarsi con chi ha fatto esperienze simili in Italia o in Europa

In questo modo si potranno cogliere i punti di forza e di debolezza di un'idea, elaborandola meglio. È possibile ad esempio confrontarsi con altri imprenditori agricoli del proprio territorio attraverso il servizio “Tutors” di Coldiretti Giovani Impresa (https://giovanimpresa.coldiretti.it/tutors), in cui giovani imprenditori mettono a disposizione la loro esperienza per fornire indicazioni a chi decide di intraprendere questa strada

4. Trasformare l’idea in un progetto di sviluppo

Per farlo è necessario determinare sia gli obiettivi generali che quelli specifici del progetto, i risultati attesi e le azioni e le risorse necessarie per raggiungerli. Serve un Business plan economico finanziario accurato e in grado di reggere al mercato e alle richieste di finanziamento pubblico e privato. Anche qui si può trovare un aiuto grazie alla rete, utilizzando la simulazione del proprio Business plan dell’App TerraInnova (www.terrainnova.it).

5. Trovare i finanziamenti

Sulla base dell’idea progettuale valutare la possibile fonte di finanziamento nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale (insediamento giovani, investimenti, qualità, pacchetto giovani). Anche per questa fase è possibile utilizzare la sezione “Bandi sviluppo rurale” dell’APP TerraInnova, dove sono indicate tutte le opportunità di finanziamento per le imprese agricole. Per verificare la disponibilità di terreni è possibile invece consultare la Banca delle Terre Agricole del Mipaaf, gestita da Ismea.

6. Presentare il progetto per il finanziamento pubblico

I finanziamenti pubblici rappresentano un grosso aiuto per chi intraprende un'attività agricola. La domanda per l’accesso al finanziamento deve essere presentata insieme al Business plan. In questa fase la Coldiretti mette a disposizione dei Centri di assistenza agricola (CAA) e la consulenza di un tecnico.

7. Presentare il progetto per un finanziamento privato

Si può scegliere anche quest'altra strada e in questo caso è possibile valutare i pacchetti e le agevolazioni messe a disposizione da CreditAgri. È quindi opportuno richiedere la consulenza dell’Istituto per conoscere i prodotti finanziari più adatti e le migliori condizioni di accesso al credito.

8. È importante una formazione di base

Ci sono numerosi i corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale per acquisire competenze e avere la qualifica d’imprenditore agricolo. Frequentarli è un modo per apprendere, ma anche per tessere una rete di rapporti con altri colleghi. La formazione deve diventare una costante durante tutto l’arco di sviluppo dell’impresa agricola, attraverso lo studio di specifici temi che l’imprenditore definirà strategici per la crescita della propria impresa.

9 Rispettare gli adempimenti formali

Ci sono quattro passaggi che Coldiretti suggerisce:

  • Aprire il fascicolo aziendale presso il CAA Coldiretti per accedere alle agevolazioni pubbliche;
  • Aprire una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate o presso gli Uffici Coldiretti abilitati (CAF Coldiretti);
  • Iscriversi al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, presso la Camera di Commercio competente se si prevede di realizzare un fatturato superiore ai 7mila euro l’anno.
  • Iscrizione e dichiarazione presso l’INPS.

10. Realizzare e sviluppare il progetto

Svolti tutti gli altri passaggi si passa alla fase operativa vera e propria, lo sviluppo dell’impresa che rifletterà la preparazione, la capacità imprenditoriale e la creatività che il singolo o i componenti della società riusciranno ad esprimere. Capacità di decidere sulla base dell’analisi dell’evoluzione del mercato e le varianti naturali dei cicli produttivi in agricoltura, sono due elementi che l’imprenditore agricolo dovrà sempre tenere presenti, cercando costantemente il miglior equilibrio economico finanziario.

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