Come aprire la Partita Iva

La Partita Iva è uno strumento importante a disposizione dei lavori autonomi, delle aziende e dei liberi professionisti grazie alla quale possono operare nel loro ambito lavorativo. Vediamo i passaggi per poterne aprire una

Abbiamo chiesto al Dott. Comunian Matteo dello Studio Comunian Casimiro di Padova (https://www.studiocomunian.com) di aiutarci a capire quali siano i passaggi da fare per chi ha la necessità di aprire una partita Iva.

Che cos’è la partita Iva?

  • La partita Iva è un codice numerico di undici cifre 01234567891011;
  • Le prime 7 cifre identificano il soggetto o contribuente;
  • Le altre 3 cifre identificano il codice ufficio di dove è stata registrata;
  • L’ultima cifra è un numero di contrrolo per garantire l’univocità della stessa

Perché dovrei aprire la partita Iva?

Sono obbligate ad aprire la partita Iva tutte quelle persone che in forma autonoma o asssociata prevedano di percepire un reddito annuale superiore ai 5mila euro annui derivante da un attività continuativa (concetto di occasionale – inps gestione separata).

Prestazioni di lavoro occasionale

  • È possibile sostenere delle prestazioni di lavoro occasionale al di sotto di 5mila euro annui delle quali verrà emessa relativa ricevuta con ritenuta d’acconto del 20%.
  • Questa soglia deriva dal fatto che l’articolo 13 del Tuir, prevede per i titolari di questa categoria reddituale, una specifica detrazione d’imposta. Tale detrazione, risulta decrescente all’aumentare del reddito conseguito, non è cumulabile con altre detrazioni e non va rapportata al periodo di lavoro. L’ammontare della detrazione fino ai €. 4.800 è pari a €. 1.104, e va completamente ad azzerare l’imposta dovuta. Per questo motivo vi è l’esonero dalla presentazione della dichiarazione, se tale limite reddituale non viene superato nel corso dell’anno, e non vengono percepiti altri redditi.

Adempimenti fiscali

Dichiarazione inizio attività

Quando si inizia un’attività economica, autonoma o imprenditoriale occorre comunicarlo all’Agenzia delle Entrate entro 30 gg dall’inizio della stessa. Il modello da utilizzare per le persone fisiche è l’AA9/9; AA7/9 per i soggetti diversi dalle persone fisiche. In relazione a quelle che sono le caratteristiche dell’attività professionale che si intende avviare occorre che nel modello AA9/9 sia indicato il codice attività che individua quella effettiva (Es. 69.20.11 SERVIZI Forniti da Dottori Commerciliasti).

Inizio attività

Il modello può essere presentato presso qualsiasi ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate. Per comodità ovviamente si presenta nell’ufficio dove si ha intenzione di installare la sede operativa o legale della stessa. Ma come ormai accade per moltissimi atti, anche l’inizio di attività può essere inviato telematicamente tramite il servizio Internet (fisconline o ComUnica) o avvalendosi di intermediari abilitati.

Partita IVA

Se si intraprende una attività in forma autonoma occorre chiedere l’attribuzione del numero di partita IVA. Esso si ottiene immediatamente presentando il modello sopra menzionato, debitamente compilato e un documento d’identità del titolare.

Eventuali cessazioni dell’attività o variazione dei dati vanno comunicate con gli stessi mezzi e sempre entro 30 giorni dalla data.

Codice attività

In relazione a quelle che sono le caratteristiche dell’attività professionale che si intende avviare occorre che nel modello AA9/9 sia indicato

  • Il codice attività che individua quella effettiva (Es. 69.20.11 SERVIZI Forniti da Dottori Commerciliasti).
  • il nome della ditta e il domicilio fiscale;
  • il tipo e l'oggetto dell'attività svolta;
  • il luogo in cui viene esercitata;
  • l'indicazione del luogo in cui sono tenuti tutti i documenti relativi all'IVA;
  • l'eventuale opzione per il regime contabile+

Dal 1 aprile 2010 è possibile espletare tutti gli adempimenti per aprire un’impresa con una singola comunicazione al Registro delle Imprese nel caso di artigiani e commercianti. Solo con entratel per i professionisti in quanto non iscritti alla camera di commercio ma solo ai fini Iva e Inps. Questa comunicazione è esclusivamente telematica e contiene tutte le informazioni fiscali, previdenziali e assicurative che fino ad oggi dovevano essere inviate ad enti diversi con differenti modalità.

La Comunicazione Unica con ComunicaStarweb

La “Comunicazione Unica” propone un unico processo amministrativo, da presentare per via telematica al solo ufficio del Registro delle Imprese, che comprende tutti gli adempimenti, (semplificando) così le comunicazioni tra imprese e pubblica amministrazione.

Una “Comunicazione Unica” può essere presentata direttamente dal legale rappresentante dell’impresa oppure da un intermediario che deve essere in possesso di:

firma digitale, prodotta tramite certificato qualificato ai sensi del Codice dell’amministrazione digitale;

Alla pratica di Comunicazione Unica costruita in ComunicaStarweb è possibile allegare moduli indirizzati all’ufficio SUAP dei Comuni.

Quale regime fiscale mi conviene?

Regime Fiscale agevolato                                                          

Per chi intraprende un attività in proprio, autonoma, vi è la possibilità di optare per un regime fiscale agevolato introdotto Legge Finanziaria 2008 (L. n. 244 del 24 dicembre 2007). Modifiche apportate dal D.L. 98 del 6 luglio 2011. Successivamente modificato dal Ddl Finanziaria 2016 e Ddl finanziaria 2018 poi 2019 e 2020.

Requisiti per accedere al regime:

  • Limite dei ricavi o compensi (di qualsiasi tipo), ragguagliati ad anno, non superiori a 65mila euro nell’anno solare precedente; (5.416,66 mese)
  • Non esistono limiti di età, e considerato un regime naturale.
  • Non esercitare l’attività prevalentemente (51%) nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o lo erano nei due anni precedenti. Ovvero di soggetti direttamente/indirettamente riconducibili agli stessi.
  • spesa sostenuta per lavoratori dipendenti nell’anno solare precedente non superiore a 20mila euri (dipendenti, co.co.pro, acessorio, associazione in partecipazione, lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore ex art.60 TUIR.)

Il regime forfettario start-up:

Il regime forfettario start-up non può essere applicato se l'attività che si intende attivare costituisce (mera prosecuzione) dell'attività precedentemente esercitata come dipendente o lavoratore autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti e professioni.

Pertanto se un contribuente cessa, per qualsiasi motivo, un rapporto di lavoro dipendente per iniziare la medesima attività nella forma di lavoratore autonomo (ad esempio dipendente di uno studio di commercialista apre l'attività di consulente fiscale), non sarà possibile beneficiare del nuovo regime con aliquota al 5% ma si dovrà optare per l’ordinario forfettario al 15%.

Agevolazioni:

  • IRAP – esclusione completa;
  • IRPEF e addizionali regionali e comunali – imposta sostitutiva del 5% o del 15% sul reddito d’impresa risultante dalla forfetizzazione dei ricavi; i contributi previdenziali (calcolati sul forfait) versati per legge si deducono dai ricavi d’impresa così come determinato; anche le imprese familiari possono accedere al nuovo regime e l’imposta sostitutiva è dovuta dall’imprenditore e calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari;
  • IVA – l’imposta non viene addebitata a titolo di rivalsa né detratta (sugli acquisti anche se intracomunitari).
  • Esenzione completa dalla fatturazione elettronica ma non dai corrispettivi elettronici.
  • Non hanno ritenuta d’acconto in fattura.

Conclusioni

Il campo fiscale non è semplice e la scelta che viene fatta spesso poi ci condiziona per il resto della gestione o quantomeno ci vincola per un triennio. Consiglio di valutare sempre bene, magari con un professionista la scelta da intraprendere e quale regime adottare.

Tirando un po' le somme di tutte le specifiche descritte possiamo dire: 

Per poter aprire una partita Iva è necessario presentare una richiesta presso l’Agenzia delle Entrate, che provvederà al rilascio del codice. Questi modelli rappresentano una dichiarazione di inizio attività. Per aprirla è necessario compilare il modello di inizio attività. Le imprese individuali e i lavoratori autonomi devono utilizzare il modello AA9/12. Invece, qualora l’intestatario sia una società Il modello di riferimento è l'AA7/10. Il modello AA9/12 deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di inizio attività:

  • in duplicato a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • a mezzo servizio postale, mediante raccomandata, allegando copia del documento di identità del dichiarante, da inviare a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate
  • in via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica. 

Inoltre, il governo richiede la registrazione della propria posizione presso l’Inps, per il pagamento dei contributi, così come presso l’Inail, per l’assicurazione obbligatoria. Questi documenti sono facilmente scaricabili attraverso il sito web dell’Agenzia delle Entrate. 

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Costi

Aprire una partita Iva è gratuito ma sarà necessario scegliere il regime fiscale ritenuto più adatto. Attualmente sono previsti due regimi, quello forfettario e quello a contabilità ordinaria. Se si dovesse rientrare nei giusti parametri per il regime forfettario, l’aliquota sostitutiva Irpef Iva sarà al 5% per i primi 5 anni, al 15% a partire dal sesto. Per quanto riguarda i professionisti senza cassa, dunque iscritti alla gestione separata Inps, l’aliquota è del 27.72%. In definitiva, i costi previsti per una partita Iva a regime ordinario sono:

  • costi Irpef;
  • costi Irap;
  • costi per la Camera di Commercio - Diritto camerale;
  • costi Iva.

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