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Lavoro Albignasego

Due ore di sciopero alla Granziero, stipendi arretrati non pagati e nessuna certezza sul futuro

Padoan (Cisl): «I dipendenti non percepiscono lo stipendio da maggio, ma la cosa peggiore è la mancanza totale di informazioni. Negli ultimi giorni la situazione è precipitata, con le dimissioni di alcuni componenti del cda, il cui presidente è irreperibile»

Una storia che ha del paradossale, eppure emblematica delle difficoltà di molte imprese del Nordest. Oggi 5 luglio i dipendenti della Granziero Spa, storica azienda metalmeccanica di Albignasego che produce apparecchiature a pressione destinate al settore petrolchimico, hanno scioperato per due ore per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati e soprattutto per avere notizie certe sul loro futuro.

La storia

La Granziero è stata fondata il 2 gennaio 1974 da Otello Granziero, che ritirandosi dalla gestione dell’azienda, lo scorso anno ne ha ceduto il 100% delle azioni alla Cividac, di San Biagio di Callalta, nel trevigiano, con la prospettiva di rilanciarne l’attività. Un paio di mesi fa l’azienda trevigiana è invece entrata in una holding, la BSS Service, che fa capo a sua volta alla BSS Italia, di Flavio Zanarella, che si definisce un Business Angel (investitori che aiutano le start up e le piccole imprese a rimettersi in piedi). Un gioco di scatole cinesi che ha fatto perdere ai lavoratori la certezza di un interlocutore. «I dipendenti non percepiscono lo stipendio da maggio – dice Andrea Padoan, della Fim Cisl Padova Rovigo – ma la cosa peggiore è la mancanza totale di informazioni. Negli ultimi giorni la situazione è precipitata, con le dimissioni di alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione, il cui presidente è irreperibile. Non abbiamo una controparte con cui confrontarci e quello che preoccupa di più è che non si sa per quanto si possa protrarre questa situazione».

Lo sciopero

Gli operai, una trentina in tutto, hanno incrociato le braccia questa mattina dalle 8 alle 10, presidiando l’ingresso dello stabilimento e alle 10 sono rientrati al lavoro. Il primo a rammaricarsi della situazione è Andrea Granziero, figlio di Otello, componente del CdA. «Come famiglia Granziero siamo profondamente amareggiati. Non erano queste le aspettative, né le promesse. L’accordo era di rilanciare l’azienda, conservandone le caratteristiche. Invece i nuovi entrati hanno dimostrato fin dall’inizio di non avere rispetto per la gente. E il rispetto è la cosa più importante che ci ha insegnato nostro padre».

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