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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Trasporto locale

Tram, i "no rotaie" piazzano le sagome a Ponte di Brenta: «Da qui non passa»

L'associazione contraria al progetto ha simulato il passaggio, sostenendo che non ci sono gli spazi per farlo passare

L’Associazione No Rotaie di Padova ha simulato il passaggio del Sir2 a Ponte di Brenta, nella principale via San Marco, di fronte alla Parrocchia di San Marco Evangelista. «Sulle strisce pedonali, senza mai appoggiare le sagome sull’asfalto e nei momenti in cui il traffico era totalmente assente ed il semaforo era rosso, associati e con alcuni commercianti – dichiara Liliana Gori, presidente dell'Associazione No Rotaie - abbiamo disposto le sagome del Sir a grandezza reale ed affiancate per simulare lo spazio occupato dal percorso mono rotaia e ad indicare la devastazione dell’arteria viatica dai probabili futuri cantieri»

Economicità

E’ stata provata l’invasività e l’anti economicità di questo tipo di mezzo - stando a quanto raccontano dall'associazione - in un senso di marcia e nell’altro, che porterà secondo loro alla morte della maggioranza delle attività imprenditoriali con un forte potenziale di desertificazione dei servizi commerciali ed artigianali: «L’associazione No Rotaie di Padova non è contro il tram a prescindere, per questo motivo – prosegue Liliana Gori - ci chiamiamo No Rotaie e non No Tram come erroneamente viene pubblicato da alcuni. Siamo contrari a questo mezzo di preistorica tecnologia di trasporto locale che può essere sostituito con altri mezzi più ecologici, meno invasivi, più economici e soprattutto di quasi immediata messa in strada rispetto al SIR3 e SIR2. Abbiamo posizionato anche centralmente una sola sagoma per mostrare gli effetti minimi sul traffico e sul quartiere, convenendo che prevedibile è il significativo deprezzamento e svalutazione dei locali commerciali e delle residenze private».

La motivazione

«Il suolo stradale necessiterà di circa 12 metri di larghezza per contenere le due corsie dei vecchi tram, almeno un marciapiede da un lato ed una ciclabile dall’altro; il pantografo necessita di una altezza di 6 metri e non è possibile impiantare i previsti pali da 8 metri di altezza ergo le linee di contatto dovranno essere applicate alle pareti delle case di Via San Marco. Le fermate di Ponte di Brenta – aggiunge Gori - saranno realizzate occupando il marciapiede esistente, con larghezza minima della banchina di 2 metri e lunghezza massima di oltre 20 metri. Già nello “Studio di Impatto Ambientale-Relazione” del 2002 della Net Engineering Srl, al cap. 4.12 di pag. 149, era addirittura ipotizzata la realizzazione di un sottopasso veicolare in Via San Marco. Le foto delle sagome con cui abbiamo simulato il passaggio del Sir2 a Ponte di Brenta facciamo riflettere l’amministrazione comunale verso i mezzi moderni e del futuro trasportistico locale. Corso Milano e Via Vicenza rischiano le stesse sorti di Via San Marco. Prevedibile la diaspora di residenti, di attività commerciali e servizi essenziali al di fuori dei confini di Padova e verso i centri commerciali ed i Comuni limitrofi. A Voltabarozzo è già presente la volontà di vendere o chiudere molti negozi, altri probabilmente si trasferiranno prima del SIR3: Via Piovese – conclude la presidente Gori - rischia di essere un anestetico permanente per un paziente sulla via del decesso sociale e commerciale»

Ragona

«Propongono i bus elettrici, che occupano più spazio del tram perchè sono più grandi. Il tram si farà, quindi io faccio un appello a loro: impiegate il vostro tempo, le vostre professionaità e risorse per aiutarci a migliore il più possibile il progetto, invece di fare gli oppositori ad oltranza. Sono andati in Procura? E' un progetto del governo, quindi non capisco le basi del ricorso e del danno erariale»


 

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