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Operai al lavoro in fabbrica

Operai al lavoro in fabbrica

Industria padovana: frenano gli ordini, sopravvive l'export

Complice la tempesta dei mercati, dopo la vivace performance di inizio anno, il secondo trimestre registra una battuta d'arresto. I risultati dell'indagine congiunturale realizzata da Confindustria su un campione di 400 imprese

Il percorso di uscita dalla crisi è tutt'altro che concluso. Questo in estrema sintesi quanto scaturisce dall'indagine congiunturale realizzata dall'ufficio Studi di Confindustria Padova e Fondazione Nord Est su un campione di 400 imprese per il secondo trimestre di questo 2011.

TEMPESTA FINANZIARIA. Frenano gli ordini. L'unica luce è l'export, sia pure meno brillante di inizio anno. Insomma, una doccia fredda per chi sperava di non staccare il piede dall'acceleratore. Giudizi e attese appaiono meno favorevoli anche sulla dinamica nei mesi estivi. Si punta il dito contro la tempesta dei mercati, che avrebbe avuto un suo peso nel frenare domanda e investimenti.

TASSO DI PRODUZIONE. Fra aprile e giugno la produzione è aumentata per il 38,8% delle aziende (43% nel trimestre precedente), il valore più basso degli ultimi dodici mesi, a fronte del 26,2 che riduce l'attività (dal 19,7). Il rallentamento riguarda le imprese di ogni dimensione, in particolare le più piccole con meno di 10 addetti (produzione in aumento per il 33,8%); migliore performance per quelle oltre 50 addetti e, tra i comparti, per il metalmeccanico (53,7%).

ORDINI. Si riduce il portafoglio ordini, più consistente per il 33,9% a fronte del 30 che lo assottiglia. L'orizzonte di lavoro è a ridotta visibilità: per il 77,1% delle imprese non supera i tre mesi, solo una su cinque ha ordini per più di tre mesi. Profilo piatto, non è una novità, per la domanda interna, con il 33,8% che aumenta le vendite in Italia e il 30,6 che le riduce.

EXPORT. L'unica luce è l'export, finora motore della ripresa, ma meno brillante di inizio anno a causa del generale rallentamento della crescita mondiale: il 41,1% delle aziende aumenta le vendite all'estero, il 16,7 le riduce. Rallentano le esportazioni nei mercati extra Ue, in aumento per il 31,8%; stabili quelle in Europa (aumento per il 37%).

OCCUPAZIONE. Il deterioramento della congiuntura si riflette sull'occupazione. Per sei imprese su dieci (59,7%) è stabile; tuttavia la quota di chi ha ridotto gli organici fra aprile e giugno (20,6%) torna a superare quella di chi ha fatto nuove assunzioni (19,8%). Si riduce il ricorso al lavoro interinale (da 40,6 a 33,5%), aumenta la quota dei contratti a tempo determinato (da 35,8 a 38%) e a tempo indeterminato (da 23,6 a 28,5%).

PAGAMENTI IN RITARDO. L'aumento dei tassi Bce ostacola la ripresa, con il credito bancario sempre molto selettivo e più caro per il 47,7%. Peggiorano i problemi di liquidità, giudicata tesa da un terzo del campione, anche a causa dell'allungamento dei tempi di pagamento: il 61,8% lamenta ritardi.


massimo-pavin-presidente-confindustria-padova-1_original“SERVONO RIFORME”. “Ci sono imprese e filiere che hanno intrapreso una difficile strada di rilancio; altre che sono tuttora nel guado, in forte sofferenza – commenta il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin - Alle une e alle altre vanno date risposte immediate. Serve una scossa, a tutti i livelli, politiche che sostengano la tenuta delle imprese e la crescita. Dal clima di sfiducia si può uscire se ciascuno dà il proprio contributo. Le forze imprenditoriali stanno facendo la loro parte, ma occorrono segnali di discontinuità, rimuovere gli ostacoli all'attività d'impresa, aggredire le riforme annunciate da vent'anni e disattese: fisco, spesa pubblica, semplificazioni e liberalizzazioni, cura dimagrante per il sistema politico e i suoi costi”.

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