Bandi auto Regione Veneto, prorogati i termini

«Abbiamo deciso di estendere i termini per gli espletamenti burocratici collegati ai bandi 2019 e 2020 relativi alla rottamazione delle auto e a quello collegato alla trasformazione dell’alimentazione dei veicoli da benzina o gasolio a Gpl o metano»

«Per ampliare la possibilità di accedere ai contributi previsti e non vanificarne la fruizione a causa delle attuali limitazioni nei movimenti abbiamo deciso di estendere i termini per gli espletamenti burocratici collegati ai bandi 2019 e 2020 relativi alla rottamazione delle auto e a quello collegato alla trasformazione dell’alimentazione dei veicoli da benzina o gasolio a Gpl o metano»: ad annunciarlo è l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin dopo l’approvazione del provvedimento in Giunta regionale.

Bandi

La giunta regionale ha, infatti, deliberato la proroga dei vari termini inizialmente previsti. Proroga resasi necessaria a seguito dell’emergenza Covid-19 e dei conseguenti diversi provvedimenti emanati, che hanno messo in atto misure stringenti per contenere la diffusione del virus, con l’obiettivo di non limitare la possibilità di completare le operazioni collegate ai bandi, ovvero l’acquisto del mezzo e la presentazione della relativa documentazione. In relazione al bando rottamazione, collegato alla DGR 247/2020, attualmente ancora aperto con scadenza per presentare le domande già prorogata al 5 maggio 2020, la cessazione della circolazione del vecchio veicolo e l’acquisto del nuovo vengono posticipate da luglio al primo settembre, mentre la presentazione della documentazione potrà essere fatta fino al 2 ottobre 2020. La presentazione della documentazione collegata al bando rottamazione, di cui alla DGR 1235/2019, passa invece dal 30 aprile al 30 giugno 2020. Infine, la presentazione della documentazione collegata al bando per la trasformazione dell’alimentazione dei veicoli, di cui alla DGR 1619/2019, passa dal primo giugno al primo agosto 2020. Conclude l'assessore Bottacin: «Sono bandi che presentano importanti incentivi, nel caso di quello ancora aperto arrivano fino a 4.500 euro. Era doveroso garantire che non solo la possibilità di presentare la domanda ma anche tutte le operazioni conseguenti andassero a buon fine e senza intoppi».

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