Buoni spesa: un milione di euro al Comune di Padova

«Siamo stati tra le prime città ad iniziare con l’erogazione dei buoni spesa e sono stati 46.525 quelli consegnati, per un controvalore di circa un milione di euro. Anche questa volta ci siamo subito attivati per individuare la migliore modalità d'erogazione»

I buoni spesa distribuiti dal comune durante il lockdown

Arrivano i fondi per i buoni spesa, a darne notizia l'assessora al sociale, Marta Nalin: «La scorsa volta - ricorda l'assessora facendo riferimento ad aprile scorso - siamo stati tra le prime città in Italia ad iniziare con l’erogazione dei buoni spesa e sono stati 46.525 quelli consegnati, per un controvalore di circa un milione di euro. Anche questa volta ci siamo da subito attivati e gli uffici del mio settore sono da giorni al lavoro per individuare la migliore modalità di erogazione. Ci aspettiamo più o meno la stessa quantità di domande e stiamo elaborando un sistema che possa far fronte alle richieste senza gravare ulteriormente sul lavoro degli uffici». 

1milione

1.113.000 Euro è la cifra che il decreto Ristori Ter ha destinato al Comune di Padova per i buoni spesa. In totale per la Provincia di Padova sono 5, 3 milioni da dividere per 102 comuni. In queste ore si stanno definendo le nuove modalità con le quali verranno erogati dal nostro Comune a partire dalla metà dicembre, che prevedono novità rispetto alla scorsa volta. La Giunta di martedì prossimo definirà nel dettaglio i criteri, che non si discosteranno molto da quelli già utilizzati.

Buoni

«Abbiamo scelto - spiega Marta Nalin - di utilizzare modalità digitali, come molte città hanno fatto già in aprile. Questo da un lato per semplificare la procedura, dall’altro per ridurre al minimo spostamenti e contatti delle persone. Ovviamente in parallelo sarà attivata anche una modalità classica, per garantire anche a chi dovesse riscontrare problemi nell’utilizzare sistemi online di poter accedere. I criteri per l’assegnazione verranno definiti ufficialmente nella Giunta di martedì prossimo, ma non si discosteranno molto dagli scorsi, privilegiando le famiglie monoparentali. Parliamo quindi di persone residenti nel Comune di Padova che non hanno liquidità sufficiente nei conti correnti postali o bancari, propri e del proprio nucleo familiare per far fronte all’acquisto di beni alimentari di prima necessità, non hanno titoli mobiliari o di Stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, investimenti finanziari o similari; che non beneficiano di ammortizzatori sociali; che non sono titolari di pensione o di altre rendite; che non beneficiano in misura sufficiente di Reddito di Cittadinanza, Reddito di Inclusione Attiva o altri sostegni e contributi comunali».

Difficoltà

«Questa cifra - sottolinea in conclusione l'assessora al sociale - è sicuramente una buona notizia per chi si trova in difficoltà a causa dell’emergenza sociale ed economica seguita a quella sanitaria. Come dicevamo mesi fa ribadiamo però che non sono sufficienti queste misure. Servono interventi strutturali, perché il Covid non è un’emergenza transitoria, è qualcosa che ha cambiato e cambierà radicalmente le nostre vite».

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