Stop al numero di emergenza, continua la raccolta fondi “Per Padova noi ci siamo”

31 luglio, cambiano le modalità di sostegno alle famiglie in difficoltà. Si ferma il numero di #PerPadovaNoiCiSiamo attivato per l’emergenza sanitaria e si attiva il nuovo coordinamento

Durante l’emergenza Covid sono stati attivati i numeri di telefono per poter richiedere i buoni spesa prima e le borse spesa poi, grazie alla campagna Per Padova Noi Ci Siamo che ha coinvolto Comune di Padova, CSV Provinciale di Padova e Diocesi di Padova oltre a numerose organizzazioni e circa 1.700 cittadini volontari. Oltre ai buoni spesa erogati dal governo, nella sola “fase due” del progetto - a partire dal 18 maggio - sono 1.309 le famiglie raggiunte con le borse spesa, ovvero 4.114 persone. Ogni borsa spesa aveva un valore tra i 50,00 e i 100,00 €.

Numero

Da venerdì 31 luglio, il numero 0492323009 non sarà più attivo e cambia la modalità di distribuzione delle borse spesa, grazie alla solida rete che si è costruita in questi mesi di emergenza. 
Saranno le stesse organizzazioni a farsi carico della raccolta delle domande, con particolare attenzione verso i soggetti che in questi mesi si sono mostrati più in difficoltà, oltre ai Servizi Sociali del Comune di Padova. Caritas, grande distribuzione, Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova, Associazioni e Organizzazioni si coordineranno per gestire una situazione che di certo non può dirsi risolta.

Comune

La campagna di raccolta fondi collegata al progetto “Per Padova noi ci siamo” rimane aperta, anche attraverso “Segni dalla strada” sostegno della rete di realtà e per coprire le esigenze straordinarie delle famiglie nei prossimi mesi. Ha dichiarato Marta Nalin, assessora al sociale: «Nei mesi dell’emergenza abbiamo attivato diversi canali per gestire i bisogni  delle persone più in difficoltà e siamo riusciti a mettere in campo molte iniziative che si sono rivelate fondamentali. Dalla distribuzione dei buoni spesa all’individuazione di luoghi sicuri per le persone senza dimora, fino all’erogazione delle borse spesa grazie a fondi raccolti con il crowdfunding di PerPadovaNoiCiSiamo. Da venerdì non saranno più attivi i numeri di telefono che avevamo predisposto, ma di certo non si è risolto il problema e il tema delle nuove povertà si fa sempre più sentire. Per questo continueremo a dare risposte, prima di tutto grazie alla solida rete che si è costruita in questi mesi, tra Comune Csv e Diocesi e individuando sempre forme nuove per dare sostegno a quanti sono stati più colpiti da questa crisi che come ormai è evidente non è solo sanitaria, ma sociale ed economica».

CSV

Positivo rispetto all'iniziativa messa in campo anche Emanuele Alecci, presidente CSV: «Le volontarie e i volontari che si sono messi a disposizione in questi mesi sono la grande ricchezza della nostra città e della nostra provincia. Grazie alla loro capacità di empatia hanno stabilito relazioni con le persone raggiunte, spesso andando al di là della consegna della spesa o della mascherina. Questo patrimonio relazionale è ciò che prosegue d'ora in avanti, in forte sinergia con le moltissime organizzazioni di volontariato che si occupano di povertà e nuove marginalità che, in questi ultimi mesi, hanno lavorato a fianco di Comune, CSV e Diocesi per affrontare questa fase. Prosegue anche la campagna di raccolta fondi, che ha già visto centinaia di donatori, perchè questa rete di realtà continua a necessitare di risorse per l'aumento delle richieste di aiuto».

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Caritas

«Durante questi mesi - - ha dichiarato infine don Luca Facco, Direttore Caritas Diocesana di Padova -  ciò che è emerso dentro questa profonda sofferenza è la parte buona, solidale e generosa dei padovani che in tanti e diversi modi hanno dimostrato nei fatti interesse alle sofferenze degli altri.  Chiude il telefono ma non credo finisca questo risveglio di attenzione e di prossimità verso chi ha più bisogno. Ognuno ha dimostrato che, indipendentemente dalle diverse appartenenze, l'essenziale di ogni persona è interessarsi all'altro, chiunque esso sia. Importante ora è trovare modalità per capitalizzare e non disperdere tutto questo capitale umano. Dovremo tutti  continuare ad avere uno sguardo attento, perché nei prossimi mesi aumenteranno le disuguaglianze già esistenti.”

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