Abano e 5G, l'avvocato Giorgio Destro: «L'ordinanza anti antenne serve eccome, le parole dette ai giornalisti non hanno valenza giuridica»

L’avvocato si è fatto portavoce di un'istanza a nome di cittadini e comitati di Abano, preoccupati dalle antenne per il 5G. L’istanza è stata consegnata in procura nonostante il sindaco Barbierato ha assicurato che questo pericolo non c'è

Avvocato Giorgio Destro

L’avvocato Giorgio Destro si è fatto portavoce di una istanza a nome di cittadini e comitati di Abano Terme, preoccupati dalle antenne per il 5G. L’istanza è stata consegnata in procura nonostante il sindaco Barbierato abbia assicurato proprio in una intervista a noi concessa che questo pericolo non c'è. Di questo argomento si è pure discusso, animatamente, nell'ultimo consiglio comunale. 

Istanza

L'istanza consegnata dall'avvocato Destro in procura è una richiesta affinchè la stessa intervenga a bloccare una procedura amministrativa che potrebbe provocare danni alla salute, che è poi la preoccupazione di tanti cittadini e dei comitati. 

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«A livello scientifico - sottolinea l'avvocato Destro -  non si è arrivati a nessuna certezza, ma nel nostro ordinamento vige il principio di precauzione e prevenzione. L’ordinanza è uno strumento decisivo, altrimenti perchè a Montegrotto, ad esempio, l'hanno emessa. La stessa Bruxelles ha bandito il 5G e stiamo parlando di una capitale europea dove ha sede il parlamento europeo».

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Ricordiamo così che il sindaco Barbierato e l'assessore Bano hanno assicurato che il piano antenne è uno strumento che garantisce e tutela di più che una ordinanza: «Il piano antenne si riferisce ai due, tre e quattro G. Se lo dicono con così certezza, perché non fare un provvedimento amministrativo? Le parole dette ai giornalisti, con tutto il rispetto, non hanno la valenza giuridica come ce l’ha un atto come una ordinanza che inibisce l’attivazione di questa tecnologia per l’accesso a internet».

5G

Con l'acronimo 5G si fa comunemente riferimento alle tecnologie e agli standard di quinta generazione per la telefonia mobile. Le reti 5G dovranno consentire il trasferimento dei dati ad almeno 100 Mbps in downstream e 50 Mbps in upstream per ciascun utente connesso. Infine, la connettività 5G dovrà rimanere fruibile fino a velocità di 500 km/h. Uno dei problemi che comporta il 5G è che andrà a sommarsi a tutta quella miriade di radioemissioni e di campi elettromagnetici che già oggi ci sono, come quelli generati dal Wi-Fi e dalla tecnologia 2G, 3G e 4G, che non verranno smantellate. In Italia, abbiamo oggi circa 60.000 antenne di stazioni radio base, spesso posizionate sui palazzi, e circa 24.000 hotspot di Wi-Fi pubblici. 

Preoccupazione

Se a ciò andiamo ad aggiungere per il 5G non un‟antenna ogni 12 abitazioni, come si paventava all‟inizio, il proliferare di microantenne  installate sui pali della luce, si può immaginare la densità di antenne che si avrà. Questa è una delle principali fonti di preoccupazione da parte di chi si batte per negarne l'installazione. Per questo alcuni comuni hanno scelto di fare una ordinanza che ne vieti l'installazione e per lo stesso motivo i comitati di Abano chiedono al sindaco di fare lo stesso. 

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