Abano, lettera aperta al prefetto su sua bacchettata ai sindaci

Il commento del primo cittadino aponense Luca Claudio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Spiace vedere come il Prefetto, per la mancanza di partecipazione dei sindaci ad una conferenza, sia pronto a bacchettarli come se fossero ogni giorno a sollazzarsi di fronte ai problemi del territorio e dei cittadini. Spiace essere accusati di “poca consapevolezza” in un momento in cui come Sindaci stiamo facendo i salti mortali per dare alla collettività un Bilancio che possa assicurare almeno i servizi essenziali ai più bisognosi e alle persone in difficoltà.

Spiace assistere alle dichiarazioni di un Prefetto che accusa i sindaci .. “perché poi quando è tardi, è troppo facile riempire di parole e lamentele le pagine dei giornali” ed è lui per primo che lo fa sparando addosso ai sindaci sulla stampa in un modo che, francamente, ritengo offensivo nei confronti di chi ogni giorno affronta i problemi del territorio e delle persone con a disposizione sempre meno risorse, sia umane che finanziarie.
Voglio solo ricordare al Prefetto che i sindaci sono SEMPRE in prima linea e su ogni fronte e che sono loro a sentirsi abbandonati dalle Istituzioni superiori. Per quanto mi riguarda ho chiesto aiuto e direttive al Prefetto anche in occasione del terremoto ma non ho ottenuto un riscontro; anzi; solo riprese e accuse espresse, ancora una volta dal parte del Prefetto, sulla stampa locale. Non mi ero rivolto ai giornali per avere direttive; mi ero rivolto a lui e alla protezione civile, e il dott. Sodano mi ha risposto attaccandomi sui giornali.

Non voglio certo togliere nulla all’importanza di riservare la massima attenzione al pericolo (che mi pare lontano dal nostro territorio) di infiltrazioni mafiose negli appalti, bella anche l’idea di uno “sportello amico” per cittadini, Imprese e Amministrazioni, serio anche il richiamo a ricordarsi che potrebbe capitare anche a noi; scusateci se non eravamo presenti alla Conferenza su questo tema, ma forse i problemi urgenti, indifferibili e reali che dobbiamo affrontare e soprattutto, risolvere, QUOTIDIANAMENTE ci obbligano ad essere presenti nei nostri uffici o fra i nostri cittadini per trovare delle soluzioni:

Sarebbe importante partire da un “Prefetto Amico”, che rispondesse ai nostri bisogni reali trattandoci come persone che lavorano con abnegazione ogni giorno senza metterci in castigo come un maestro con gli alunni, che partecipasse ai nostri inviti istituzionali, che non ci accusasse sulla stampa dove ha la fortuna di essere ospitato molto più di noi, che non ci facesse lezioni sull’importanza della sicurezza e della legalità, di cui siamo primi responsabili; un Prefetto Amico che si mettesse al nostro pari per capire le nostre difficoltà, per chiedersi perché molti sindaci vogliono consegnargli la Fascia… poi, forse, potremmo passare a tutti gli sportelli amici che vogliamo o partecipare a convegni di qualsiasi tipo e cerimonie varie.

Torna su
PadovaOggi è in caricamento