Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica

Abolizione numero chiuso a Medicina, primo passo in Senato. Zaia: «Era ora»

Il comitato ristretto della commissione Istruzione del Senato ha infatti adottato praticamente all'unanimità il testo base "per dire basta al numero chiuso a Medicina"

Un primo passo verso l'abolizione dei tanto discussi test di ammissione. E' notizia di oggi infatti che, il comitato ristretto della commissione Istruzione del Senato, ha adottato, praticamente all'unanimità, il testo base "per dire basta al numero chiuso a Medicina". A darne notizia è stato il presidente della commissione, Roberto Marti (Lega), che esprime «molta soddisfazione per l'adozione del testo che è stato adottato con la massima convergenza di tutte le forze politiche».

Marti ha sottolineato un aspetto su tutti: «Offriremo così ai nostri ragazzi la possibilità di iscriversi liberamente alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, e di iniziare un percorso che gli permetterà di avere tempo e modo per orientarsi nel mondo universitario, che costituisce per ognuno una grande novità. Gli studenti avranno modo di verificare anche la propria vocazione e di dimostrare le competenze acquisite con lo studio delle discipline di base di questi corsi di laurea. Finalmente, non più una roulette russa: affidiamo al Governo una piena delega per restituire al Paese un sistema di buonsenso». 

Ma non sono tutti d'accordo che sia questa la soluzione per risolvere il problema. Sulla possibilità di togliere il numero chiuso avevano espresso più di una perplessità le associazioni di categoria come Anaoo Assomed. Il punto critico sembra essere uno: le facoltà di medicina non sono pronte a ospitare tutti gli aspiranti medici, quindi a servire sarebbe più un'adeguata programmazione, suggeriscono molte associazioni e sindacati di categoria, che un "tana libera tutti". Dubbi a parte, una certezza c'è. I medici in Italia mancano:  secondo i dati della Fondazione Gimbe nel nostro paese mancano quasi 2.900 
medici di famiglia, ed entro il 2025 ne perderemo oltre 3.400. Ogni giorno invece quasi dieci medici lasciano il servizio sanitario nazionale diretti verso l'estero o verso la Sanità privata.

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che da anni si batte contro il numero chiuso a Medicina, ha così invece commentato: «Era ora: i grandi chirurghi e i medici si selezionano durante l’iter degli studi e poi si confrontano in sala operatoria e in corsia. Non certo con un assurdo sbarramento iniziale con test a crocette. Quanti validi professionisti della sanità avremmo potuto avere nei nostri ospedali, senza il test di ingresso a medicina? Ci troviamo invece con una carenza di 50mila medici in Italia e 3500 in Veneto, per scelte sbagliate calate dall’alto a livello nazionale in passato. Sono anni che, di fronte alle difficoltà di reperimento di medici e alla diminuzione dei giovani che vogliono intraprendere questa difficile professione, chiedo un ampliamento della base di reclutamento – prosegue - che non può che passare attraverso un più facile accesso alla facoltà di Medicina, senza stroncare in partenza sogni e vocazioni tramite quiz. Era davvero ora che arrivasse un cambio di passo: bene la decisione del Comitato Ristretto della Commissione Istruzione del Senato di approvare praticamente all’unanimità il testo base con il quale dire basta al numero chiuso in medicina». Zaia si trova in linea con il testo base adottato dalla commissione del Senato: «Ho sempre sostenuto che il merito, da valutare a un certo punto del percorso accademico, è la via giusta per creare una ragionevole selezione. A che punto farlo è ovviamente compito del legislatore nazionale. Così si otterrà che ad andare avanti siano sempre i migliori, più determinati e più avvezzi alla professione, ma la selezione partirà da una larga base, che è anche sinonimo di democrazia, perché a tutti viene data una chance di dimostrare il proprio valore.La crisi dei camici bianchi l’Italia la sta vivendo adesso – conclude Zaia – ma cominciare a costruire un futuro diverso, come in questo caso, è estremamente importante»

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