Pd: alle critche del consigliere Tiso per adesione comune rete Ready replicano i colleghi di partito

«Entrare nella Rete Ready è il giusto coronamento di un percorso che parte da lontano e che, grazie a questa ulteriore tappa, sarà in grado di proseguire ancora più forte, diffondendo a livello locale e nazionale la cultura dei diritti, della dignità e della legalità»

Il congiliere Nereo Tiso ha sollevato diverse perplessità riguardo l'adesione del comune di Padova alla rete Ready che comprende tante amministrazioni locali italiane che ha l'obiettivo di promuovere l'inclusione e combattare tutte le forme di discriminazione. Per il consigliere Pd l'elemento della cosiddetta maternità surrogata doveva generare una discussione più aperta rispetto a un atto approvato dalla giunta. Così  tre colleghi consiglierie e di partito, Anna Barzon, Margherita Colonnello e Giovanni Gabelli, hanno deciso di rispondergli con una lettera che pubblichiamo integralmente.

La risposta al consigliere Tiso

«Gentile Redazione di Padova Oggi,

qualche giorno - scrivono -  fa avete pubblicato una lettera di un nostro collega di Partito relativa all'adesione della nostra amministrazione alla Rete Ready.
Tale organismo nazionale è composto da rappresentanti di tutte le istituzioni comunali  aderenti e si propone di diffondere e incentivare le buone pratiche di contrasto ai comportamenti omofobici. Il collega ha sostenuto che l'adesione a tale Rete avrebbe dovuto essere discussa in Consiglio Comunale, considerato che le posizioni sulla famiglia non sono omogenee nella nostra maggioranza e che la Rete Ready rischia di sdoganare il difficile e divisivo tema della maternità surrogata».

«Gentile collega, anche noi avremmo voluto discutere questo argomento in Consiglio! Come bene affermi, le posizioni in maggioranza e nel nostro partito divergono e vanno tutte rappresentate e rispettate. Come abbiamo ti abbiamo spiegato a voce, posta la totale fiducia reciproca e la lealtà nei confronti del Gruppo del Partito Democratico e dell'Amministrazione, desideriamo quindi esternare le nostre idee in un giornale, come tu hai fatto. Noi riteniamo che Padova abbia fatto molto bene ad aderire alla Rete Ready. Non confondiamo i piani: non si tratta di un organismo di proposta politica deputato ad esempio a discutere il difficile tema della maternità surrogata. Su questo argomento, ti diamo ragione, c'è molto da discutere e noi stessi ci poniamo molte domande.
 Ma la Rete ready, essendo composta da rappresentanti istituzionali,  ha semplicemente lo scopo di promuovere la cultura del rispetto e la difesa dei diritti delle persone. Ce ne sono ancora troppe nel nostro paese che sono vittima di atti e comportamenti omofobi».

«Padova è una città all'avanguardia sui temi dei diritti civili e della difesa della dignità della persona. Tramite la rete Ready, oltre che trarre degli strumenti dalle altre città, potremo certo metterne a disposizione: potremo ad esempio dire che nella nostra Università è previsto il doppio libretto per le persone in transizione, potremo portare il positivo esempio di collaborazione tra amministrazione e associazioni LGBTQI per la diffusione di un'informazione puntuale sui temi della sessualità, potremo rivendicare con orgoglio di essere una città che, grazie ad anni di lavoro e dialogo, fa della visibilità un suo vanto».

Adesione

«La richiesta di aderire ci è stata posta dalle associazioni locali, ma anche dal segretario e dalla Giovanile del nostro stesso Partito, che ha espressamente chiesto al Sindaco Giordani di aderire, nonchè dal programma elettorale delle nostre liste al momento del ballottaggio. Entrare nella Rete Ready è il giusto coronamento di un percorso che parte da lontano e che, grazie a questa ulteriore tappa, sarà in grado di proseguire ancora più forte, diffondendo a livello locale e nazionale la cultura dei diritti, della dignità e della legalità».

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