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Adl Cobas a BusItalia: «Garantire sicurezza, salute e certezza sul futuro lavorativo ed economico dei dipendenti»

«I dipendenti del trasporto pubblico sono pronti a fare la loro parte, ma certamente non si potranno chiedere ancora a loro ulteriori sacrifici, non si potrà pretendere da loro ulteriori penalizzazioni»

C'è preoccupazione all'Adl Cobas per la ripartenza del trasporto pubblico: «Il problema che si pone - spiega il sindacalista Stefano Pieretti - ovviamente è come sarà la ripartenza del trasporto pubblico, infatti se per le varie attività si potrà pensare a dei sistemi di distanziamento, di protezione e di tutele per cercare di ridurre al minimo i rischi di contagio, per il trasporto pubblico il problema sarà molto più difficile e complicato da risolvere».

Scuole

«Certo - prosegue Pieretti - non aprendo le scuole c’è sicuramente un minor afflusso di utenza, comunque rimane il fatto che in un autobus o nel tram non si potranno più far salire centinaia di persone ammassate, certo è che si parla di far salire solo fino a che sono occupati solo i posti a sedere, consentendo così di caricare al massimo una trentina di persone, certo è che si richiederà di mantenere la distanza di sicurezza alle fermate, certo è che chi sale non potrà avvicinarsi al conducente, certo è che l’utente dovrà avere mascherina e guanti e certo è che gli autobus dovranno essere sanificati più volte al giorno».

Trasporto pubblico

«Quello che non è altrettanto certo - sottolinea il rappresentante di Adl Cobas - è come si potranno fare tutte queste cose senza un intervento economico, questo si certo,  da parte di chi finanzia il trasporto pubblico, vale a dire la Regione, che come tutti sanno contribuisce per il 60% del costo del servizio, noi diciamo e lo ribadiamo solo per il 60% e con un importo per km ridicolo rispetto a quello erogato da altre Regioni. Se la logica futura sarà, e certamente così dovrà essere, di ridurre la capienza all’interno dei mezzi e di aumentare il numero e la frequenza delle corse, per evitare la bancarotta delle aziende è certamente necessario un intervento economico importante da parte del Governo regionale a supportare questo nuovo modello di mobilità, non si potranno più sentire ed accettare giustificazioni di altro genere.

TPL

«Per un diverso modello di trasporto è necessario mettere in campo un diverso modello di finanziamento, ma sopratutto è necessario adottare una diversa logica sul ruolo del trasporto pubblico e cioè che il TPL è un bene comune legato indissolubilmente alla salute dei cittadini e del paese e quindi non lo si può considerare alla stessa stregua di una qualsiasi attività economica che deve rispettare investimenti ricavi e utili».

Lavoratori

«I dipendenti del trasporto pubblico - conclude Pieretti - come hanno sempre fatto sono pronti a fare la loro parte, ma certamente non si potranno chiedere ancora a loro ulteriori sacrifici, non si potrà pretendere da loro ulteriori penalizzazioni, anche per i dipendenti del trasporto debbono essere garantiti sicurezza, salute e certezza sul futuro lavorativo ed economico».

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