Adl Cobas: «Cassa integrazione? Per Gruppo FS (BusItalia) esistono lavoratori di serie A e di serie B»

«Ci ha provato anche il sindaco Giordani a chiedere a Busitalia di applicare lo stesso trattamento applicato ai lavoratori messi in cassa integrazione in ferrovia ma ovviamente non ne hanno voluto sapere»

I delegati ADL cobas hanno fatto avere alla stampa un comunicato molto duro nei confronti di BusItalia in merito alle condizioni di messa integrazione del personale: «Ci abbiamo provato noi, ma soprattutto ci ha provato anche il Sindaco di Padova cercando con l’amministratore di Busitalia di far passare la logica che essendo tutti del gruppo FS non si potevano avere trattamenti diversificati, ma l’amministratore di Busitalia Nazionale Dott. Stefano Rossi ha risposto picche anche al nostro Sindaco accampando come sempre argomentazioni legate ai bilanci, alla diversità di intervento, al fatto che si parla di comparti diversi pur facenti parte dello stesso gruppo»

Ferrovie

Per Busitalia o meglio per le Ferrovie dello Stato ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, per gli autisti che usufruiranno del Fondo Bilaterale o che andranno in cassa integrazione l’unica certezza è quella di avere l’80% del loro salario, a differenza dei loro colleghi che operano in ferrovia dove vi è un chiaro e specifico accordo che riconosce il 100% del salario mensile. Ancora una volta quindi Busitalia o per meglio dire il gruppo FS si distingue per discriminare i lavoratori, l’aveva fatto e continua a farlo con lavoratori che a fronte dello svolgimento della stessa mansione percepiscono salari diversi, l’aveva fatto con contratti per i nuovi assunti che li dovevano veder impiegati per soli 10 mesi il primo anno, sempre nella logica di contenere i costi, ed ancora oggi in una situazione emergenziale come questa lo fa con trattamenti diversificati all’interno dello stesso gruppo pur di risparmiare quattro lire.

Giordani

«Noi vogliamo ringraziare il Sindaco per il suo appoggio e per il suo tentativo, ma certamente sapremo rispondere al momento opportuno ad una azienda che invece non tiene in nessuna considerazione le sue risorse umane, una azienda che sa solo scrivere nei comunicati che” il contributo anche personale dei dipendenti è indispensabile».

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