Albignasego, l'amministrazione comunale "Non aumentano i tributi"

Riequilibrio di bilancio: razionalizzazioni e contenimento delle spese scongiurano aumenti delle imposte

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Nonostante i continui tagli dei trasferimenti statali e l’aumento della domanda di servizi, i cittadini di Albignasego non subiranno aumenti delle aliquote dei contributi comunali. E’ questa la linea dell’amministrazione comunale di Albignasego, che sta facendo i conti con una riduzione sempre più sostanziosa delle entrate ed un aumento vertiginoso della domanda di servizi e di assistenza sociale a causa della crisi economica.

“Nel corso dell'ultimo biennio il Comune ha subito un taglio dei trasferimenti statali di quasi 1,7 milioni di euro – ha spiegato il sindaco Massimiliano Barison - Con la recente manovra sulla “spending review” è stato approvato un ulteriore taglio per il 2012 di circa 100 mila euro, cui si aggiunge l'obbligo di accantonamento di 71 mila euro circa per il “fondo svalutazione crediti”, che priva il bilancio di ulteriori risorse. Sono cifre pesanti, che metterebbero in crisi qualsiasi ente pubblico. Tuttavia, nonostante le difficoltà, per mantenere gli equilibri di bilancio ci siamo avvalsi in misura minima della leva impositiva, puntando soprattutto al contenimento delle spese ed alla razionalizzazione dei servizi”.

“L'Ente ha compensato il minor gettito di entrata economizzando sulla spesa e facendo fronte con altre entrate – spiega l’assessore Filippo Giacinti - In particolare sono state contratte la spesa del personale; è stato ridotto l'indebitamento, accompagnato dal progressivo finanziamento degli investimenti con risorse proprie (alienazioni beni e oneri di urbanizzazione) e il ricorso a contribuzioni pubbliche e di privati; infine, si è provveduto alla razionalizzazione dei servizi, pur garantendone l'alta qualità”. L’occasione di una riflessione approfondita sullo stato delle finanze comunali l’ha fornita la presentazione in Consiglio comunale dello Stato di attuazione dei programmi e verifica degli equilibri di bilancio 2012, il documento consuntivo di metà esercizio attraverso il quale si verifica l'andamento della gestione permettendo così di intervenire nel caso in cui gli equilibri di bilancio siano intaccati.

“La manovra di riequilibrio – continua Giacinti -  non prevede ulteriori aumenti alle aliquote delle entrate tributarie salvaguardando, almeno per quanto di competenza comunale, le tasche dei contribuenti già falcidiate da innumerevoli rincari. Il taglio ormai pressoché totale dei trasferimenti, al quale si associa la questione di un'autonomia impositiva solo sulla carta in quanto le scelte pressoché obbligate degli Enti Locali non sono altro che la ricaduta di decisioni prese dai governi nazionali, nonché l'impossibilità di gestire con piena e diretta responsabilità le risorse a disposizione, non sono altro che alcuni dei fattori che acuiscono le criticità dei nostri bilanci”.

Importante l’impegno sul fronte dell’indebitamento. “Negli ultimi anni abbiamo effettuato un'energica politica di ridimensionamento, sfociata lo scorso anno con l'utilizzo quasi integrale dell'avanzo di amministrazione per la riduzione del debito nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti – conclude Barison - Con tale operazione, in un sol colpo si è estinto prestiti per oltre 1,2 milioni di euro. Dal 2008, anno in cui l'indebitamento ammontava a € 15,46 milioni si è passati a fine 2011 ad € 11,5 milioni e l'indebitamento pro-capite si è ridotto da € 705,06 del 2008 ad € 476,84 del 2011. Un trend che proseguirà anche nel 2012 attestandosi a fine esercizio su € 440,27 pro-capite con un indebitamento complessivo di € 10,6 milioni. Nel corso del nostro mandato l'indebitamento complessivo si ridurrà quasi di un terzo, diminuendo di conseguenza l'incidenza percentuale degli interessi passivi dei prestiti sul complesso delle entrate correnti: 3,55% (proiezione 2012) su un limite massimo consentito dalla legge dell'8%”.

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