Alcol, Aniello Baselice (Aicat) commenta l’ordinanza del sindaco di Padova

"Provvedimenti efficaci solo se accompagnati da cambio di mentalità della comunità locale. Non servono specchietti per le allodole"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

"Un'altra ordinanza che si aggiunge alla giungla degli editti emanati periodicamente dai vari sindaci d'Italia sui temi più disparati? Come una rondine non fa primavera, un'ordinanza come quella di Padova rischia di essere un pannicello caldo che cerca di lenire il senso di impotenza di chi oggi si ritrova ad assaggiare i frutti di una fallimentare politica del commercio sull'alcol in cui, in nome del doppiopesismo oppure di un colpo al cerchio e uno alla botte, la salute dei ragazzi e la sicurezza sociale sono andati a farsi benedire."

E' questo il commento del presidente dell'Aicat (Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali), Aniello Baselice, all'ordinanza firmata dal Sindaco di Padova Massimo Bitonci, che riguarda in particolare l'uso di alcol da parte dei minorenni con sanzioni previste anche per i genitori, e gli spazi in cui è possibile bere.

Un inasprimento del divieto di vendita e somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni che potrà avere effetti positivi soltanto se accompagnato da una svolta culturale della comunità locale e degli esercenti della movida del comune veneto, come sottolinea Baselice:

"Gli aspetti innovativi dell'ordinanza di Padova potranno avere una loro minima efficacia se imboccheranno la strada di una svolta culturale che vedrà la comunità locale capace di proporre una movida ecologica in cui il bere analcolico, un'alimentazione di tipo mediterraneo e alcol free, e stili di relazione e di divertimento e di happening liberi da stampelle chimiche, diventino una sfida rivoluzionaria che scardini il conformismo di massa alcol/droga correlato. Ma per lanciare questa sfida occorrono menti libere ed aperte e cuori coraggiosi tra i nostri amministratori, gli esercenti e anche tra i cittadini che hanno a cuore il benessere e la vita dei nostri giovani. "

"E tra questi ultimi - conclude il presidente dell'Aicat - ci debbono essere in prima fila i cittadini dei Club Alcologici Territoriali come sentinelle di salute e promotori esperti di nuovi stili di comportamento personale comunitario."

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