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L'allarme della Cia: «Temperature estive mandano in crisi gli agricoltori di tutta la provincia»

«Gli afidi e altri insetti, che ad ottobre solitamente non compaiono, stanno attaccando una parte dell’orticoltura e la frutta subisce un’aggressione senza precedenti da parte delle cimici asiatiche»

Sono oltre 12.000 le aziende agricole in provincia di Padova, e la maggior parte di esse si trovano dover fare i conti con le conseguenze dei cambiamenti climatici, che non risparmiano praticamente nessuna coltivazione. Radicchio, finocchi e cavolfiori stanno maturando con un mese di anticipo, e tutte insieme: in una settimana, il mercato ha a disposizione una quantità di merce fuori dal normale. Questo comporta una domanda ridotta rispetto all’offerta, con un conseguente abbassamento significativo dei prezzi dei prodotti, a danno, ancora una volta, degli agricoltori.

Temperature

Le temperature ben al di fuori della media stagionale, con picchi che arrivano anche a 24 gradi, stanno mettendo in grossa difficoltà il mondo agricolo padovano, costretto a fare i conti con insetti, cimici e maturazione anticipata delle colture autunno-vernine. «Alle - spiega il Direttore di CIA Padova, Maurizio Antonini  - alte temperature, si aggiunge il tasso di umidità arrivato al 95%: prolificano tutte le malattie come fosse estate, e parte delle coltivazioni marciscono. Gli afidi e altri insetti, che ad ottobre solitamente non compaiono, stanno attaccando una parte dell’orticoltura, mentre la frutta subisce un’invasione senza precedenti da parte delle cimici asiatiche».

Reddito

«Zucche e patate dolci sono state piantate in ritardo per via della pioggia di maggio, con il risultato di un prodotto di buona qualità, ma di dimensioni ridotte rispetto alla norma, viste le difficoltà di sviluppo e maturazione. I cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova la redditività agricola – conclude il Direttore di CIA Padova, Maurizio Antonini -. E’ indispensabile garantire un reddito equo agli imprenditori agricoli, anche attraverso le assicurazioni da eventi calamitosi, e i contributi della Politica Agricola Comunitaria. Per la cimice asiatica abbiamo chiesto lo stato di crisi, perché è un flagello che sta devastando le coltivazioni del territorio, senza risparmiare ormai più niente. Proprio per andare incontro alle problematiche estreme che affrontano le aziende agricole, la CIA di Padova ha chiesto alla Regione, inoltre, di provvedere con l’apertura di un canale di credito agevolato, in modo da dare la possibilità agli imprenditori agricoli di pagare i mutui e le materie prime, in questo momento così drammatico».

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