Amministrare tra proposte ragionate e demagogia: sfida dura e ad armi impari

L'aggregazione tra Comuni è doverosa, ad essere uniti dovranno essere i Comuni quali Enti erogatori di servizi alla cittadinanza, non invece i Comuni quali contenitori pieni di storia e tradizioni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Sempre più spesso leggiamo articoli che si occupano di azioni necessarie a ridurre la spesa pubblica del nostro paese, in continuo aumento e, di fatto, fuori controllo.

Scendono in campo proposte che, incuranti di elementi importanti quali la dimensioni degli enti, propongono drastici interventi atti ad ottenere (a qualsiasi prezzo) sicuri risparmi di spesa. Questo con ogni mezzo a disposizione, partendo dal taglio delle "teste" inutili o nullafacenti, sindaci e assessori compresi.

Questo modo di ragionare, spicciolo e superficiale, che massifica l'apparato pubblico ad un unico denso magma istituzionale, non può trovare accoglimento. Se la riduzione della spesa pubblica è ovvio debba essere l'obiettivo principale da perseguire; facili soluzioni dettate dall'azzeramento del nostro livello di sopportazione (in quanto inermi spettatori di deprecabili utilizzi delle nostre tasse), non possono farci abboccare.

Non sono di certo i piccoli municipi a prosciugare il bilancio statale, con il loro personale ridotto al minimo e le indennità percepite dagli amministratori, meritate e giustificate da concrete azioni di assunzione e risoluzione di problemi. Indennità (e rimborsi spese..) nemmeno lontanamente parificabili a quelle percepite da altri eletti che operano senza avere nessuna responsabilità diretta sulle proprie azioni. Politici romani, il cui costo mensile è quasi pari al costo annuale di un Sindaco che è in prima linea con i propri cittadini, pertanto sentire parlare di costi della politica da questi/e signori/e...

In proposito, sposando il principio di razionalizzazione della spesa pubblica ed osservanti - per l'ennesima volta - delle nuove norme emanate in materia, le nostre Amministrazioni (Bovolenta, Cartura, Due Carrare, Pernumia e S. Pietro Viminario), hanno iniziato la strada dell'esercizio associato delle funzioni fondamentali. Tra le opzioni previste è stata individuata quella più semplice della convenzione (ex art. 30 del TUEL), non perché di facile sottoscrizione (e risoluzione), ma in quanto scelta che - adattata con opportuni correttivi - meglio si adatta alla situazione in cui versa ogni Comune convenzionato e meglio serve ad iniziare un dialogo con realtà comunali molto simili.

Se l'obiettivo comprensibile cui si tenderà è quello della riduzione del numero di municipi e, nel quotidiano è vero che le esigenze di un sampierano, un carturano, un bovolentano, un carrarese e un pernumiano sono identiche, è vero anche che ogni Comune protagonista rappresenta una non trascurabile unicità e identità, con una storia ben precisa e specifiche tradizioni.

Parlare di sistemi - anche drastici quali quelli delle fusioni - che riducono il numero di municipi per erogare più o migliori servizi è necessario, farlo in modo leggero dietro lo scudo del "bisogna superare i campanilismi" è semplicistico ed atto a rispondere solo a quesiti provenienti non dalla testa ma dalla pancia delle persone.

L'aggregazione tra comuni è doverosa, ad essere uniti dovranno essere i Comuni quali Enti erogatori di servizi alla cittadinanza nell'ottica di fornire maggiori o migliori servizi. Non dovranno essere uniti invece i Comuni quali contenitori pieni di storia e tradizioni e pilastri dell'assetto istituzionale del Paese - più antichi delle Regioni e dell'Italia Unita. Ogni processo di trasformazione di assetti consolidati ha bisogno di tempi e modi per essere digerito e dare i migliori risultati. Questo è sicuramente uno di quelli.

E' necessario, come stiamo facendo, verificare sia le opportunità e sia le criticità che questo tipo di operazioni comporta. Ogni Comune, oltre alla propria storia ed alla propria tradizione, ha una propria struttura ed una propria organizzazione con costi e benefici. Ricordiamo inoltre che la Convenzione tra questi Comuni ha ottenuto gli appositi finanziamenti Regionali idonei per l'avvio delle forme di aggregazione.

Noi Amministratori, stiamo pertanto lavorando, in maniera seria e professionale, affinché la scelta del processo di aggregazione tra gli Enti sia quello che effettivamente risponda alle esigenze dei nostri territori e dei nostri cittadini, garantendo però la pari dignità tra tutti gli Enti partecipanti affinché nessuno possa sentirsi penalizzato rispetto ad altri.

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