Amnesty International: "Taser, davvero un'arma a rischio zero? Dal 2000, negli USA, più di mille morti"

Arriva anche a Padova la discussa nuova pistola per gli agenti di polizia. Abbiamo così contattato il portavoce italiano, Riccardo Noury, molto critico verso la sperimentazione

Se ne parla già dal 2014, di avviare la sperimentazione dell’utilizzo del taser da parte delle forze di polizia. L'Italia potrebbe così diventare il 107esimo Paese a dotarsi di queste armi, insieme a Canada, Stati Uniti, Brasile e, in Europa, Francia, Austria e Germania.

Tortura e Onu

Nel 2007 l’Onu ha classificato il taser come arma di tortura rispetto a un modello che oggi però non è più in uso. A detta di ricercatori e organizzazioni umanitarie internazionali, però, anche per quanto riguarda i modelli che sono venuti dopo, la classificazione di queste come armi "non letali" non convince. Amnesty International ha denunciato centinaia di morti a causa dell’utilizzo della pistola elettrica. Abbiamo così contattato il portavoce italiano dell'organizzazione a tutela dei diritti dell'uomo, Riccardo Noury. 

Amnesty International

"Quello che va sottolineato - ha detto Noury a molte agenzie di stampa che lo hanno contattato - è che il confine tra la non letalità e la letalità in queste armi è molto sottile. Sono considerate armi non letali, il che comporta il rischio che vengano usate con eccessiva disinvoltura. Possono rappresentare un'alternativa non alla pistola vera e propria quanto piuttosto al manganello, aumentando così i livelli di violenza. La pericolosità del taser è stata evidenziata da ricerche svolte negli Stati uniti e in Canada e per quanto riguarda gli stati uniti, da quando sono state adottate, i decessi hanno superato il migliaio”.

Mortalità

“Apparentemente - ci ha poi spiegato al telefono, il portavoce di Amnesty - queste pistole sembrano avere tutti i vantaggi: facili da usare, efficaci e risolutive in situazioni complicate, tanto nei confronti di persone recalcitranti all’arresto quanto di prigionieri in rivolta o di folle aggressive. In più, portano con sé quella definizione rassicurante di ‘armi meno che letali’ o ‘non letali’. Nel Nordamerica (Usa e Canada), dal 2001, il numero delle morti direttamente o indirettamente correlate alle taser è superiore al migliaio. Nel 90 per cento dei casi, le vittime erano disarmate. Gli studi medici a disposizione sono concordi nel ritenere che l’uso delle Taser abbia avuto conseguenze mortali su soggetti con disturbi cardiaci o le cui funzioni, nel momento in cui erano stati colpiti dalla Taser, erano compromesse da alcool o droga o, ancora, che erano sotto sforzo, ad esempio al termine di una colluttazione o di una corsa. Altro fattore di preoccupazione è la facilità con cui la Taser può rilasciare scariche multiple, che possono danneggiare anche irreversibilmente il cuore o il sistema respiratorio".

Rischi seri

"Prima di mettere a disposizione - ha proseguito Riccardo Noury - delle forze di polizia, questo tipo di arma, andrebbe effettuato uno studio sui rischi per la salute a seguito del suo impiego e andrebbe garantita una formazione specifica e approfondita per gli operatori che ne verranno dotati, in linea con gli standard internazionali e in particolare con i Principi guida delle Nazioni Unite sull’uso delle armi da fuoco da parte degli agenti di polizia. Ma anche se venissero soddisfatte queste due richieste, il rischio di violazioni dei diritti umani non verrebbe affatto azzerato”.

Costi

Chi si sfrega di certo le mani è la Axon Enterprise, monopolista nel campo, è la stessa azienda che produce microtelecamere da installare su pattuglie e divise dei poliziotti. Un'azienda che ha un giro d'affari che ammonta a  4 miliardi di dollari. I dati del 2016 ci dicono che la divisione di Axon che produce pistole elettriche, ognuna costa circa 1200 dollari, vale il 76% delle entrate totali. Il 24% rimanente, invece, arriva dalle dalle microtelecamere. 

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