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Anche Marta Nalin contraria al disegno del senatore Pillon: «A fianco di chi manifesta contro questo progetto di legge»

La mobilitazione nazionale contro il disegno di legge Pillon su separazione e affido sta portando a Roma e in altre piazze d'Italia migliaia di persone da tutte Italia

La mobilitazione nazionale contro il disegno di legge Pillon su separazione e affido sta portando a Roma migliaia di persone da tutte Italia per manifestare il loro dissenso.

Le parole dell'assessora Nalin

Stessa posizione, quella contraria al disegno del ministro, assunta dall'assessora al sociale Marta Nalin: «Oggi in tutta Italia è prevista la mobilitazione delle realtà che dicono No a disegno di legge Pillon su separazione e affido. Si tratta di un disegno di legge che, come succede per altri provvedimenti di questo Governo, si basa su presupposti ideologici, senza tenere conto della complessità della realtà che viviamo oggi. Questo inevitabilmente si ripercuote sulla vita delle persone, che vedono attaccati i loro diritti. Uomini, donne, figli e figlie devono fare i conti con regole che incrementano il conflitto allungando i tempi di una separazione che diventa così più problematica. Oggi in Italia l’82,5% delle separazioni è consensuale, e il 90% degli affidi è condiviso, anche senza l’intervento di un mediatore privato, che il Ddl rende invece obbligatorio, introducendo così costi molto più alti per una separazione. A fare i conti con questo saranno soprattutto le parti più fragili: per primi i minori , che si ritrovano a essere trattati come oggetti in nome di un malinteso concetto di bigenitorialità, le donne, che nella maggior parte dei casi sono la parte economicamente più debole (il 24% delle donne sperate è a rischio povertà contro il 15,3% degli uomini), le vittime di violenza. Per contrastare questo disegno di legge, che rappresenta un passo indietro per i diritti di tutti, si è mobilitata una vasta fetta di società civile fatta di movimenti di donne, associazioni, donne e uomini che chiedono che il disegno di legge venga ritirato.
Come amministratori siamo parte di questo movimento che vuole contrastare un provvedimento che rischia di portare tra i nostri cittadini conflitti e disparità».

 

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