Apertura dei Navigli, i dubbi del consigliere Gianni Berno

«La reazione all'annuncio degli organizzatori di una ripartenza dei navigli dal 3 giugno ha destato molte reazioni negative di cittadini che con rigore hanno rispettato le regole in questi non facili mesi di lockdown. Mi unisco al coro»

Il consigliere comunale e capogruppo del Pd, Gianni Berno, esprime tutti i suoi dubbi sull'opportunità di far svolgere anche quest'estate i Navigli. Esprime i suoi dubbi con una nota che pubblichiamo integralmente. 

Dubbi

«Il nostro assessore Bressa fa bene a richiamare normative e rispetto delle regole per chiunque proponga iniziative in città nella fase 2.
Però mi pongo a voce alta un interrogativo che viene prima degli aspetti formali e della giusta attenzione a tutte le categorie economiche. È giusto dal 3 giugno come Comune agevolare una fase di ripartenza frettolosa come quella fortemente incentivata dal nostro governatore Zaia che trasmette un messaggio da "liberi tutti" e che sta condizionando non poco la percezione di padovani e veneti che tutto sia passato (virus oltre 30mila morti e le scene pazzesche delle nostre terapie intensive)?
 La fase 2 deve essere organizzata seguendo le prudenti indicazioni della scienza in una fase in cui aprire le attività economiche ma monitorare al contempo il trend del virus perché non rialzi la testa. Le scene nei primi giorni negli argini e in centro storico non sono del tutto incoraggianti e bene ha fatto il sindaco a fare un appello alla prudenza e alla responsabilità. Apriamo ora tutto in città come da norme governative e regionali e incrociamo le dita.
Ma abbiamo davvero bisogno dal 3 giugno di riaprire i Navigli nonostante le ovvie rassicurazioni degli organizzatori? Oggi che piaccia o no una certa fascia di ragazzi è quella che è meno sensibile al rischio del virus e che meno adotta protezioni (abbiamo bene in mente scene di assembramenti in questi giorni di prove generali di ripartenza). Il sito è molto decentrato e quindi facilmente fuori controllo rispetto al centro storico e forse la città in questo momento può coordinare iniziative diverse e di maggior qualità in centro e nei quartieri per vivacizzare l'estate padovana in sicurezza e con le opportune distanze.
La reazione all'annuncio degli organizzatori di una ripartenza dei navigli dal 3 giugno ha destato molte reazioni negative dei cittadini che con molto rigore hanno rispettato le regole in questi non facili mesi di lockdown ed io mi unisco al coro. Non è detto che ogni estate dobbiamo replicare i riti di ogni anno e questa è una estate diversa dove dobbiamo inventarci proposte innovative e più sicure per tutti. Pensiamoci».

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