Artuso (Pd): «Finanziare borse di studio per studenti diplomati o laureati durante il Covid»

Il candidato padovano del Pd presenta la sua proposta per avvicinare i giovani al mondo delle imprese

Una proposta che guarda sì alle nuove generazioni, ma che in questo periodo di crisi può essere di grande utilità per molte famiglie venete e per le imprese che sempre più necessitano di personale in grado di utilizzare macchinari e tecnologie di ultima generazione. L’emergenza coronavirus in questi mesi ha infatti bloccato l’economia e con lei l’assunzione di molti giovani che in questi mesi si sono diplomati e laureati, con addirittura colloqui di lavoro saltati all’ultimo minuto: a loro e alle loro famiglie è infatti indirizzata la proposta del candidato consigliere del Partito Democratico alla Regione Veneto Stefano Artuso. «La Regione Veneto deve interessarsi seriamente di questi ragazzi che si sono diplomati e laureati durante la pandemia e che ora, senza avere nessuna colpa, non riescono a fare il loro ingresso nel mondo del lavoro» spiega Artuso. «E nel farlo deve finanziare con delle borse di studio dei corsi professionalizzanti o master post-laurea per permettere a questi giovani di far fruttare i prossimi mesi, quando trovare lavoro sarà più complicato del previsto. In questo modo si permette di implementare la loro formazione nell’attesa che nel frattempo l’economia torni a crescere e che il mercato del lavoro finalmente si sblocchi. La Regione ha competenza sul punto e può sfruttare sia i trasferimenti nazionali, sia i fondi UE: si tratta di misure che non hanno una finalità assistenziale, ma che mirano a favore l’inserimento dei giovani nel mondo lavorativo, con evidente beneficio anche per le imprese».

Idea

Un’idea questa partita da Stefano Artuso, 33 anni, avvocato tributarista, membro della Direzione Provinciale e segretario del Pd di Rubano ed oggi candidato come consigliere in Regione, una figura politica da sempre molto vicina ai temi dell’impresa e del mondo del lavoro. Una candidatura che fa riferimento in particolare alle zone della città di Padova e della cintura ovest comprendente i comuni di Rubano, Mestrino e Selvazzano. Un nome il suo emerso proprio dai circoli locali del padovano e catapultato nel giro di pochi giorni nel pieno della campagna elettorale. «Ringrazio i circoli del territorio che hanno fatto il mio nome»  aggiunge Artuso. «Questa candidatura non era assolutamente programmata ma sono felice di poter rappresentare in particolare la città di Padova, il luogo dove sono cresciuto e dove lavoro ogni giorno, e le zone di Rubano e dintorni, dove risiedo e dove svolgo buona parte della mia attività politica».

Campagna elettorale

Una campagna elettorale che sarà anomala e difficile per tanti punti di vista: «Credo però che il Pd in Veneto abbia già dimostrato nel corso delle Europee dell’anno scorso di essere competitivo e soprattutto di saper esprimere candidati di valore. Inoltre in questi anni sta dimostrando anche di saper amministrare molto bene il territorio come vedo fare ad esempio nelle mie due “case”  Padova e Rubano con figure di spessore come l’assessore Antonio Bressa e il neo vicesindaco Andrea Micalizzi nella giunta Giordani e il sindaco di Rubano Sabrina Doni. Il Pd padovano inoltre esprime anche a livello nazionale un rappresentante cittadino molto bravo come il deputato Alessandro Zan: a personaggi politici come questi, che uniscono una grande competenza con la passione politica, vorrei fare particolare riferimento una volta entrato come rappresentante in Regione».

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Veneto

Una visione di Veneto quindi diversa da quella della Lega di Zaia e Salvini: «Credo che Zaia figuri come un buon amministratore perché rappresenta nell’immaginario collettivo il lato buono della Lega e perché messo in paragone con un Salvini totalmente privo di competenza. Ma i dati parlano chiaro: a livello economico Lombardia ed Emilia-Romagna stanno prendendo il largo e ci sono davanti come attrattività degli investimenti, tasso di crescita ed attenzione per il sociale. Il Partito Democratico per questo vuole proporre una visione progressista ed europeista del nostro territorio, una visione che sappia coniugare crescita economica con sostenibilità sociale ed ambientale. Un altro Veneto oltre a quello leghista infatti è possibile e, forse, già esiste: siamo qui per costruirlo e rappresentarlo».

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