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Asili e scuole d'infanzia, l'assessora Piva: «Più flessibili gli orari di entrata e no alla video sorveglianza»

«La sorveglianza vorrebbe dire che dove portiamo i bambini sono luoghi di cui non ci fidiamo. Un messaggio che trovo orrendo». Diventa più elastico invece l’orario d’ingresso, si potrà accedere dalle sette e mezza alle otto e mezza

L’assessora Cristina Piva ha incontrato i giornalisti e ha risosto a domande sulle scuole d'infanzia a pochi giorni dalla riapertura. Il calo demografico è un dato incontrovertibile, sono 21 i posti ancora rimasti vuoti. «Un numero soddisfacente, considerando che i posti totali sono novecento». Per quanto riguarda i nidi la tendenza è la stessa, spiega ancora l’assessora: «i posti disponibili sono otto su 880 divisi per diciassette scuole. Undici bambini invece non potranno essere accolti perché non in regola con le vaccinazioni».

Si è poi parlato anche della discussione sull'opportunità di installare telecamere nelle scuole d'infanzia e negli asili. L'assessora è assolutamente contraria: «La sorveglianza vorrebbe dire che dove portiamo i bambini sono luoghi di cui non ci fidiamo. Un messaggio che trovo orrendo». Diventa più elastico invece l’orario d’ingresso, si potrà accedere dalle sette e mezza alle otto e mezza. Una soluzione pensata per facilitare i genitori che questi piccoli devono accompagnare.

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