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L'assessore Benciolini con i richiedenti asilo volontari che operano al cimitero Maggiore

Il progetto è iniziato giovedì 3 maggio e prevede una durata di tre mesi, con attività di dodici ore a settimane, suddivise in tre giornate

Il progetto è iniziato giovedì 3 maggio e prevede una durata di tre mesi, con attività di dodici ore a settimane, suddivise in tre giornate. I volontari richiedenti asilo (una ventina provenienti da Costa d’Avorio, Senegal, Bangladesh, Nigeria, Guinea, Pakistan, Mali e Gambia) sono impiegati al Cimitero Maggiore, nel numero più consistente (sei o sette persone al giorno), sotto la supervisione di un operatore dei servizi cimiteriali. Nel cimiteri suburbani, un numero più ridotto (tre o quattro persone) lavora a supporto degli operai. Con una conferenza stampa al cimitero Maggiore l'assessore Benciolini ha presentato alla stampa il progetto. Insieme a lei i richiedenti asilo che hanno raccolto l'invito di prefettura e comune di Padova. Impiegati sia ragazzi che ragazze, e, come ha spiegato l'assessore Benciolini, un progetto che ha più finalità, che non sono solo quelle di impiegarli in una attività ma soprattutto, attraverso questa, metterli nelle condizioni di parlare italiano, di entrare a contatto con  le persone e le istituzioni, imparare delle mansioni e vivere una esperienza che li mette volentieri al servizio della comunità che li ospita. 

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I cimiteri

Nello specifico, quelli impiegati nei cimiteri sono "venti persone - ha spiegato l'assessore Benciolini - in più che si occupano di rendere sicuri e ben tenuti i luoghi dei nostri ricordi, dei nostri affetti. Questo ci permette di fare un lavoro migliore che non va solo nella direzione del maggior decoro ma anche della maggior presenza nei cimiteri. Renderli quindi più presidiati è anche garanzia nel senso della sicurezza. Avere delle persone in più che ci lavorano vuol dire avere anche garanzia di tranquillità per chi li frequenta, perché diventano anche questi luoghi presidiati".

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