Bar & co, a Cartura “autorizzazioni difficili”

Il Movimento 5 Stelle critica la delibera comunale che dispone che il rilascio di nuove autorizzazioni per l'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande sia possibile per attività ubicate unicamente nelle zone di Gorgo e Maseralino-Ponte di Riva

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Portiamo a conoscenza dei cittadini di Cartura che il Consiglio Comunale ha approvato, con la consueta maggioranza, la delibera n. 3 del 7 marzo 2013 nella quale è stato disposto che il rilascio di nuove autorizzazioni per l'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande (bar e simili) sia possibile per attività ubicate unicamente nelle zone "GORGO" e "MASERALINO-PONTE RIVA".

Secondo l'Amministrazione invece la zona "CAGNOLA" non deve avere uguali opportunità di sviluppo poiché presenta, a loro avviso, sia una bassa dotazione di parcheggi rispetto alla sua superficie totale, sia un elevato livello di concorrenza già oggi esistente rispetto alla popolazione, addirittura tale da creare criticità dal punto di vista dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Secondo il nostro avviso, relativamente a Cagnola, sorgono spontanee le seguenti considerazioni:

· Il livello di concorrenza (teorico) è stato INCREMENTATO includendo nel calcolo delle attività presenti due circoli ai quali l'accesso è limitato unicamente ai soci/iscritti;

· La superficie a parcheggio è stata RIDOTTA con modalità non del tutto chiare ed infatti non sono stati considerati tutti i parcheggi realmente presenti (domanda: i parcheggi presenti davanti all'ex zuccherificio e in prossimità della rotatoria sono scomparsi?).

A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi il perché la maggioranza del Consiglio Comunale abbia agito in questo modo. Sembrerebbe quasi che l'intento del provvedimento sia quello di tutelare le poche attività attualmente presenti a Cagnola ostacolando la liberalizzazione del settore prevista dalla normativa vigente.

Per completare: anche se i fini di tutto ciò fossero i più nobili, evidenziamo che eventuali ricorsi da parte di futuri esercenti contro l'Amministrazione, per questa delibera che è palesemente in contrasto con la norma di legge vigente, potrebbero arrecare ingenti danni economici a carico della collettività nonché potrebbe esporre il Comune a un danno erariale.

A pagare, alla fine, sarebbero sempre i cittadini poiché i soldi spesi per affrontare detti ricorsi saranno inevitabilmente pagati dal Comune che sottrarrà questi importi da altri capitoli di bilancio.

La domanda che ci poniamo è: in tempi di crisi come quelli odierni è auspicabile che una Giunta deliberi un provvedimento in evidente contrasto con una legge Europea, ponendosi così in difetto verso chiunque voglia appellarsi ad un Giudice per far valere le proprie richieste, causando un inevitabile spreco di denaro pubblico in cause già perse?

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