Approvato all’unanimità in Provincia il rendiconto della gestione di esercizio 2019

«Un avanzo di oltre 13 milioni – dice il presidente Fabio Bui - che avrebbe consentito di fare ulteriori interventi soprattutto su strade e scuole, ma rispetto al quale serve prudenza per gestire il bilancio del prossimo anno».

Tre delibere legate al bilancio, approvate all’unanimità dal Consiglio Provinciale, riunito a Palazzo Santo Stefano. Il primo argomento all’ordine del giorno riguarda il rendiconto della gestione esercizio 2019. «Un avanzo di oltre 13 milioni – dice il presidente Fabio Bui - che avrebbe consentito di fare ulteriori interventi soprattutto su strade e scuole, ma rispetto al quale serve prudenza per gestire il bilancio del prossimo anno».

Comuni in difficoltà

«Un rendiconto in ordine, anche se parlare in tali termini implica un impegno ancora maggiore perché tutto il sistema è cambiato e molti comuni sono in difficoltà nel reperire risorse. Questo ci obbliga a una gestione oculata e prudenziale in attesa di chiarimenti da parte del Governo e della Regione rispetto ai fondi che verranno riservati alle Province. Avevamo innescato già con il bilancio dell’anno scorso, un circolo virtuoso soprattutto rispetto alle grandi opere, ma il Coronavirus ha condizionato e condizionerà tutte le nostre attività. Il rendiconto conferma che i conti sono in regola e che non è stato tolto alcunché rispetto a quanto preventivato, anzi spero di implementare alcune voci di spesa e soprattutto di poter confermare l’attenzione ai comuni del territorio perché la fase 2 deve iniziare proprio dalla ripartenza dei cantieri e dagli investimenti che potranno realizzare sia le municipalità che gli enti pubblici». La spesa impegnata nel 2019 ammonta a 142,4 milioni di euro. Gli investimenti attivati per spese in conto capitale sono pari a 20milioni 753mila di cui 4milioni esigibili nel 2019 e oltre 15 milioni negli esercizi 2020 e successivi. Gli importi più significativi riguardano 7milioni 755mila per la viabilità; 9milioni 465mila per interventi su edifici scolastici; 1milione e 31mila per interventi di manutenzione straordinaria di edifici provinciali non scolastici e sui musei; 998mila per interventi di miglioramento sicurezza infrastrutture stradali; 505mila per le piste ciclabili ecologiche, 635mila per spese di progettazione di Lavori Pubblici; 114mila per rinnovo mobili uffici e istituti scolastico; 247mila per aggiornamento hardware e software.

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Equilibri finanziari

Positivo anche il parere dei Revisori dei Conti, Monica Lacedelli e Roberto Ferro, presenti alla seduta di Consiglio. «Abbiamo effettuato i controlli previsti per legge – ha affermato Monica Lacedelli - e gli equilibri di finanza pubblica sono corretti, le spese del personale contenute rispetto alle previsioni, quindi abbiamo attestato tutte le formalità del bilancio rendiconto 2019». «Avremmo avuto altri 13 milioni di euro di avanzo – ha afferma il consigliere Luigi Alessandro Bisato – che ci avrebbero permesso di erogare ulteriori investimenti negli ambiti che ci competono come strade e scuole. Prendiamo atto che abbiamo ottenuto un buon risultato ma dobbiamo mantenere l’attenzione sulle eventuali diminuzioni. La Provincia vive principalmente sulla tassa del passaggio di proprietà delle auto e su una tassa sui rifiuti. Dopo due mesi di sostanziale blocco totale, l’Imposta Provinciale di Trascrizione, almeno per il mese corrente, dà già buoni segnali, cioè il 50% della previsione e questo è significativo perché indica la voglia di ricominciare a vivere e a sperare. Quei 9 milioni previsti per le scuole stanno già diventando cantieri che sono anche il frutto del lavoro svolto l’anno precedente. La macchina della Provincia, dopo anni di sostanziale difficoltà dovuta alla Riforma Del Rio, nonostante la criticità del momento, sta cominciando a produrre effetti positivi e concreti soprattutto nell’ambito delle principali competenze: strade e scuole». La delibera relativa alla variazione di bilancio, approvata anch’essa all’unanimità prevede maggiori spese per opere già finanziate negli anni precedenti e maggiori entrate assegnate dallo Stato con il decreto “Cura Italia”.

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