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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica

Elezioni 2022, Bitonci: «Peghin può essere il candidato perfetto»

L'ex sindaco leghista, oggi parlamentare e commissario padovano per il Carroccio a tutto campo: «Si è messo a disposizione e deciderà lui, ma non è il nome di Massimo Bitonci. Che sia lui o un altro la scelta è frutto di un tavolo di confronto tra le varie forze del centro destra». Giordani? «Assolutamente battibile. Molti dei suoi mi hanno già contattato e anche dentro Coalizione Civica c'è chi non lo voterà».

Cominciamo dalla fine, come capita sempre. Già perché nell’attesa di sapere chi saranno i candidati sindaco a sfidare Sergio Giordani, si è scritto tantissimo e ancor più si è commentato su quanto stesse accadendo nell’ottica della candidatura da parte del centro destra, si sono descritti scenari di grandi disaccordi e tensioni. Soprattutto all’interno della Lega, raccontano le cronache. E su un punto si è insistito, sulla figura di Massimo Bitonci, che viene descritto come elemento “divisivo”. Siccome siamo curiosi e magari anche un po’ impertinenti, lo chiediamo direttamente a lui, se si sente tale

«Onesto, non divisivo»

«Chi – risponde dopo essersi fatto una breve ma convinta risata -  ha fatto il Sindaco, il vice sindaco, per come l’ho fatto io, per più di vent’anni, non può non avere caratteristiche di mediazioni, che sono fondamentali nella pubblica amministrazione». Quando è passato l’effetto sorpresa diventa ancora più serio e dice: «L’unica cosa che rivendico è che non mi sono mai piegato agli interessi di parte, come lo sviluppo dei centri commerciali, molto vicini all’amministrazione Giordani, ad esempio. E ho messo nella mia scelta e percorso nella politica, l’onestà come primo punto. Se questo per alcuni mass media o giornali è un elemento che può sembrare essere divisivo, allora sono divisivo. Ma in questo caso non ho problemi ad esserlo».

La campagna elettorale

Messo da una parte questo, andiamo al sodo. La campagna elettorale. «Stiamo lavorando molto per preparare la campagna elettorale. Per Padova ovviamente, ma anche per Verona. Sono i due capoluoghi che il prossimo anno si confronteranno con l’elettorato. Se Verona è un tema che riguarda solo il centrodestra, la battaglia vera è quindi sulla città di Padova. E’ quasi un anno che lavoriamo, che cerchiamo di lavorare per trovare una figura che soddisfi le esigenze del nostro elettorato». Lo sentiamo carico, pronto alla sfida.

La sfida a Giordani

«Molti ex sostenitori di Giordani ci hanno avvicinato, certo se poi guardiamo ai sondaggi che prepara e commissiona il suo spin doctor, passa il messaggio che tutto va bene, invece così non è. Lui – dice riferendosi a Giordani, Massimo Bitonci - si è molto fatto condizionare da quella componente, Coalizione Civica, dove all’interno ci sono grandissimi problemi. C’è addirittura chi dice che non lo sosterrà, tra i fuoriusciti. A me non pare che vada tutto bene». Non ne risparmia una, all’attuale Sindaco: «Poi c’è pure la marchetta elettorale sul fondo di solidarietà comunale, avevamo valutato con il prof. Antonini e scoperto che non era in linea con i dati e i parametri per una città come quella di Padova. In base a questo ricorso alla fine in ultimo grado l’amministrazione potrà disporre di questa liquidità, 37milioni di euro. Abbiamo letto che ci saranno tanti contributi ad associazioni e parrocchie, noi pensiamo che debbano essere invece utilizzati per abbassare l’Imu ai cittadini padovani».

La sicurezza

Anche sulla sicurezza non è per nulla soddisfatto, Bitonci. Eppure l’amministrazione si è pure dotata di una squadra di unità cinofile per contrastare lo spaccio. «La classifica del Sole 24 Ore ha messo Padova in testa alle città dove è più presente lo spaccio. Su questo l’amministrazione ha fatto davvero poco». Bitonci poi fa anche una stima di quanto il partito di Salvini sia cresciuto in città: «La Lega è in fortissima crescita in città, abbiamo superato le 500 iscrizioni, nel 2013 erano poco di una ventina. Sono numeri importanti, con un consenso che è molto diffuso, soprattutto nei quartieri della città».

Il centrodestra

Detto tutto questo, non c’è ancora il nome, anche se è evidente che c’è, scusate il gioco di parole. Perché il nome lo sanno e lo dicono tutti, ma non è ancora stato svelato, quindi annunciato. «Premesso che questo tipo di trattative sono temi nazionali, decideranno Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Sergio Taiani e Antonio De Poli. Sulle grandi città funziona così. L’idea è partire il più presto possibile con la campagna elettorale. I candidati devono essere riconosciuti e avere il tempo di farsi conoscere. Il ritardo delle candidature nelle grandi città è quello che ha condizionato il risultato finale». Al tavolo del centro destra per decidere la candidatura per Padova, che si è riunito una sola volta, erano presenti Luca De Carlo per Fratelli d’italia, Nicola Lodi per Forza Italia, per l’Udc, De Poli e per la Lega, Stefani e appunto Bitonci. «Di incontri – conferma Bitonci - ne è stato fatto solo uno, e non c’era nulla di carbonaro, si è svolto tutto in modo ufficiale. La candidatura per Padova deve essere una figura inclusiva, anche di tutte quelle componenti che l’altra volta non mi hanno votato. Io ero troppo coinvolto nella vita di un partito. La scelta invece ora va verso una candidatura che si riconosce nel centro destra e che non fa parte di nessun partito. Ovviamente il tavolo è al lavoro sul programma e su temi come sanità, sicurezza, come immaginiamo il futuro rispetto ai piani infrastrutturali. Ci saranno una serie di incontri con la cittadinanza per ascoltare quelle che sono le volontà dei cittadini».

Peghin

Insomma, possiamo dire che Francesco Peghin, o dobbiamo ancora aspettare? «Ha dato la sua disponibilità, inutile negarlo. Ed è una figura che ci piace. E’ stato Presidente di Assindustria, del Musme, ed è da sempre presente in Confindustria. Conosce ed è attivo anche nel mondo dello sport. Ha tutti i requisiti per poter fare il futuro sindaco di Padova. Ha le idee chiare per rilanciare questa città che invece è molto ferma». Quindi è Paghin il vostro uomo? «C’è da chiarire che questo non è il candidato di Massimo Bitonci, ma che sia lui o un altro la scelta è frutto di un tavolo di confronto tra le varie forze del centro destra e condivisa poi con altre forze politiche. Il tentativo di ghettizzarlo è sbagliato, ridurlo al candidato di uno o di un altro».

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