Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Commissione sicurezza del Comune, Bitonci interroga il Ministro Lamorgese: «C'è una presenza inopportuna»

Il parlamentare leghista Massimo Bitonci ha interrogato addirittura il Ministro Lamorgese per chiedere se è compatibile la presenza, come uditrice, di una persona che è stata coinvolta, quarant'anni fa circa, in procedimenti giudiziari dovuti alla militanza politica, in una commissione consiliare

Il parlamentare leghista Massimo Bitonci ha interrogato addirittura il Ministro Lamorgese per chiedere se è lecita la presenza, come uditrice, di una persona che è stata coinvolta, quarant'anni fa circa, in procedimenti giudiziari dovuti alla militanza politica, in una commissione consiliare.

Interrogazione

«Se Susanna Scotti, uditore esterno designato da Coalizione Civica in commissione consiliare Sicurezza urbana, polizia locale, protezione civile e affari generali, fosse la stessa persona condannata a 6 anni e quattro mesi di reclusione per associazionismo sovversivo ed eversione armata e tutt'ora indagata nell'ambito della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani e sul sequestro e l'assassinio di Aldo Moro, sarebbe gravissimo. Auspichiamo si tratti di un caso di omonimia, ma se così non fosse sarebbe vergognoso che questa sinistra padovana, troppo vicina ai centri sociali, faccia entrare in consiglio comunale persone legate a un passato storico che ha sparso sangue e terrore. Ci aspettiamo chiarimenti dal sindaco Giordani, troppo spesso ostaggio dell'alleato "civico", e sottoponiamo il fatto al ministro Lamorgese per eventuali urgenti provvedimenti». 

La replica

Susanna Scotti, protagonista, suo malgrado, dell'interrogazione, si è affidata a una nota per rispondere all'ex Sindaco. «Il gratuito “clamore” che certamente susciterà l’interrogazione alla Ministra Lamorgese sulla mia persona mi costringe a intervenire su una presa di posizione che resuscita ad arte “i fantasmi del passato” in relazione ad una “non-carica pubblica” (uditrice esterna in una commissione consiliare). Rispondo in poche parole, senza disturbare troppi archivi risalenti a più di quarant’anni fa: sì, sono io, una delle tante persone che hanno partecipato negli anni 70 al movimento a Padova, e, come altri, ho subito e scontato condanna per questo motivo». Come spesso accade, un po' per non conoscenza e un po' forse perché fa comodo, quando si parla degli anni '70 in Italia si mette tutto in un gran calderone, senza fare grossi distinguo. Anche per questo motivo nella sua nota l'esponente di Coalizione Civica spiega perché il suo nome possa essere finito nelle indagini della Commissione Parlamentare: «No, non ho mai avuto a che fare con la storia di formazioni politiche diverse, con via Fani e vicenda Moro, anche se non posso escludere che il mio nome sia stato indicato, ovviamente senza alcun fondamento, ma forse nelle relazioni dei Servizi e certamente nelle indagini ispirate alla teoria (smentita e bocciata giudizialmente) del Pm Calogero». Va anche detto che proprio la visione di Calogero, che metteva insieme Autonomia e Brigate Rosse è stata smontata a tutti i livelli, tanto che il suo viene appunto definito "teorema". Teorema che è stato smontato nelle aule di tribunale, come riportano le sentenze dell'epoca. 

Dai Verdi a Coalizione

Susanna Scotti è una figura molto conosciuta in città, da sempre protagonista della vita politica. L'esperienza con Sherwood, poi egli anni novanta la militanza dei Verdi e nei movimenti fino a Coalizione Civica. Il suo passato non è un mistero. Eppure ciclicamente, nonostante il tanto tempo passato, si riaccende questa polemica. «Non merita certo tanta attenzione - sottolinea Susanna Scotti - la mia presenza in funzione di ascolto ad una Commissione consiliare, funzione che svolgo da mesi, oltre tutto online,  e che rappresenta semplice espressione di un diritto costituzionale che, in quanto cittadina e votante, posseggo esattamente come tutti gli altri: quello di partecipare alla vita della comunità a cui appartengo». Scotti fa un altro inciso e infine lancia anche una frecciata proprio al partito di appartenenza di Massimo Bitonci: «Per chi non lo sapesse: alle commissioni consiliari può partecipare chiunque, e gli uditori vi assistono senza diritto di parola, senza alcun utile o gettone. Lo dico perché credo che la Ministra Lamorgese avrebbe ben altre incompatibilità di cui occuparsi, di soggetti che invece rivestono cariche istituzionali anche importanti e decisionali, pur se interessati a vicende giudiziarie ben più succulente, recenti e lucrose, ai danni dello Stato».      

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