Boara Pisani: parlano le candidate della lista 1

A pochi giorni dalle elezioni comunali, le candidate della lista "Ripartiamo Insieme per Boara" del candidato sindaco Tiziano Veronese vogliono portare l'attenzione su alcune tematiche della vita amministrativa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Scuola, trasparenza, novità e ambientalismo. Le quattro candidate della Lista 1 "Ripartiamo Insieme per Boara" del candidato sindaco Tiziano Veronese vogliono portare l'attenzione su questi aspetti della vita amministrativa in vista delle prossime elezioni a Boara Pisani.

Elisa Bassani, 42 anni, laureata in Scienze Sociologiche e già con esperienze di lavoro in due centri ricreativi per l'infanzia e l'adolescenza, fa il punto sulla scuola, vissuta in prima persona alle elementari in qualità di rappresentante dei genitori. "Ammiro la caparbietà delle insegnanti che cercano di stare al passo coi tempi nonostante le risorse siano scarse. L'offerta di una parte dei testi scolastici alla primaria, tra l'altro prassi ereditata da passate amministrazioni di sinistra e non certo invenzione di questo consiglio, però non basta. Occorre fare dell'altro, se si pensa che attualmente la scuola dell'infanzia gode di una sovvenzione comunale di circa 20mila euro. Quanto agli immobili - aggiunge - mi attiverei per ripensare l'utilizzo del giardino della primaria, trascurato da troppo tempo".
Altro problema, secondo Bassani, la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'edificio scolastico: "occorre programmare degli interventi di ritinteggiatura sia interna che esterna nonché la sostituzione degli infissi del lato est: la pioggia filtra all'interno delle classi".

Egle Boato, 32 anni, patrocinatore legale presso uno studio rodigino, critica invece gli attuali orari di apertura degli uffici comunali alle 10 del mattino. "Questo fatto - dice - mette in difficoltà chi lavora. I cittadini spesso sono costretti a prendere un permesso per poter accedere agli sportelli". La sua proposta è chiara: "anticipare l'orario di apertura e tenere chiuso al pubblico un giorno in modo tale che anche gli impiegati possano espletare i propri compiti".
"Un altro problema - aggiunge - è quello della trasparenza: nonostante i D. Lgs 33/2013 e L. 69/2009 parlino chiaro, a Boara vi è ancora da fare molta strada per rispondere ai requisiti di legge. Se si guarda infatti il nostro albo pretorio, alla sezione 'amministrazione trasparente', si può facilmente constatare come, ad esempio, le informazioni sui compensi del sindaco o dei dirigenti siano assenti. Compensi ai quali noi della Lista 1, lo ricordo, ci siamo già impegnati a rinunciare".

Alice Gabban, 28 anni, laureata in Scienze della Mediazione Linguistica, è la più giovane candidata del gruppo ma vanta già alcune esperienze di lavoro all'estero. "Non riesco ancora a immaginare come potrà essere il mio primo giorno in consiglio comunale - dice - ma sono consapevole del mio carattere combattivo e intraprendente: spero di poter apportare miglioramenti al paese dando sempre il massimo di me stessa. E spero anche che i miei compaesani possano apprezzare quello che potrei essere in grado di fare".

L'ultima del quartetto femminile di candidate di "Ripartiamo Insieme per Boara" è Silvia Quaglio. Animalista, 43 anni, laureata in Scienze Biologiche a Ferrara e ora presidente della onlus UNA di Rovigo, Quaglio vuole portare il suo contributo per una "corretta informazione sull'opportunità di contenere demograficamente la popolazione felina di Boara, soprattutto - aggiunge - tra le persone anziane che possono anche trovare un'occasione di svago nell'accudire i gatti randagi. Si potrebbe ricorrere all'aiuto dell'ASL settore veterinario anche con l'aiuto logistico delle associazioni. Sarebbe anche bello creare dei progetti - propone infine la candidata - in cui gli animali di affezione diventino un'opportunità per rendere meno sole tante persone, coinvolgendole in percorsi gestiti dalle associazioni di competenza, sempre per evitare che alcune situazioni possano degenerare dal punto di vista sanitario".

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