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Nuova segreteria cittadina della Lega, Boron presenta un ricorso: «Serve operazione verità»

Secondo il consigliere regionale alcuni dei militanti che lunedì hanno votato, sarebbero stati inseriti senza rispettare lo statuto del partito per favorire Pietrogrande

«Dopo cinque anni finalmente si è celebrato il congresso della città di Padova, finalmente c’è un segretario eletto ed un direttivo eletto e non c’è più un uomo solo al comando». Il consigliere regionale Fabrizio Boron si sfoga così dopo il congresso di lunedì sera, che ha premiato Federica Pietrogrande come nuova segretaria cittadina della Lega. Uno sfogo amaro, perché il suo candidato era Davide Favero, ma comunque sempre contro quello che ormai è il suo primo rivale interno al Carroccio, ossia Massimo Bitonci. E' lui «l'uomo solo al comando» a cui si riferisce. E non è finita qui, perché nonostante i complimenti alla Pietrogrande, Boron è pronto al ricorso alla segreteria federale per vederci chiaro: «Molte cose sono da dire, ma per ora i complimenti ed il buon lavoro alla neo segretaria ed al direttivo eletti. Entro 48 ore però partirà il ricorso, perché voglio vedere la lista dei militanti che hanno votato per capire quanti di loro ne avessero veramente diritto - spiega Boron - .Sono dentro la Lega da quando esiste e almeno una ventina di loro non li avevo mai visti. C'è un regolamento per votare e per poter essere iscritti come militanti, ma ho motivo di pensare che non sia stato rispettato. Voglio la documentazione che dimostri quello che sostengo. Serve un'operazione di trasparenza e di verità davanti all'elenco dei militanti e la loro anzianità».

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