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Bui: «Zona rossa scelta dolorosa ricca di insidie, ma è l' unica via verso per un ritorno alla normalità»

«Le notizie di questi giorni che alcuni cittadini positivi o in sorveglianza giravano bellamente per le nostre città incrociando persone e frequentando esercizi, sono ascrivibili ad una categoria precisa: delinquenti patologici, da punirsi penalmente»

Non usa mezzi termini il presidente della provincia di Padova, Fabio Bui:«Le notizie di questi giorni che alcuni cittadini positivi o in sorveglianza giravano bellamente per le nostre città incrociando persone e frequentando esercizi, sono ascrivibili ad una categoria precisa: delinquenti patologici, da punirsi penalmente e non solo con modeste sanzioni amministrative. Siamo ad un bivio: continuare nel "fai da te" o assumersi la responsabilità di una chiusura simile a quella che in primavera ci aveva portato a ridurre drasticamente i numeri del contagio. Non deve essere l'indice di popolarità a guidare le scelte, ma la salute dei cittadini e la sostenibilità del sistema economico. Il lokdown (oggi chiamato "zona rossa") resta una scelta dolorosa ricca di insidie, ma parimenti resta l' unico in grado di velocizzare la ripartenza e il ritorno alla normalità». Il presidente della provincia di Padova, Fabio Bui, ancora una volta, richiama alla prudenza e all'attenzione nei comportamenti. 

Provvedimenti

«La babele e talvolta la contraddittorietà di provvedimenti - sottolinea il presidente Bui - prima del governo, poi delle Regioni e da ultimo anche di alcuni comuni, non sembra stia trovando conforto nei risultati nella lotta al covid. I dati sul contagio non migliorano e lo sconforto dei cittadini va di pari passo con quelli dei settori che alternativamente si trovano ad essere oltremodo penalizzati: oggi le scuole ma, prima ancora pubblici esercizi e ristoranti, il settore turistico e termale , il composito mondo dello spettacolo, quello del benessere, e tanti altri ancora. Oggi più che mai, incertezza e improvvisazione stanno solo diluendo una agonia del sistema. È certo una terapia d' urto quella proposta, ma viceversa un altro periodo di incertezza, di zone colorate, di orari contigentati, metterà irrimediabilmente in ginocchio il nostro sistema economico, culturale e scolastico ormai sfiancato da questi tira molla che come nel giro dell'oca ci stanno riiportano sempre alla partenza».

Vaccino

«Le scuole superiori quando riaprono in presenza devono essere garantire di finire a giugno in presenza, quei settori economici realmente penalizzati dal covid devono poter disporre non di ristori a pioggia, ma su rimborsi parametrati al fatturato certificato dello stesso periodo dell anno precedente. Finora abbiamo parlato della terapia d' uscita dal covid che deve essere " prescritta" da Governo e Regione ma, ricordiamoci ,che ogni terapia non ha alcun effetto se chi la deve assumere non adotta quel senso di responsabilità personale e collettivo che viceversa renderebbe vano anche la più perfetta delle leggi e il più efficace dei vacini. La soluzione prima di tutto passa da noi stessi e le leggerezze e le distrazioni delle settimane scorse, oggi si riscontrano nei contagi e poco conta riempire di critiche questo o quel politico di turno, scrivere fiumane di post sui social, se poi disattendiamo le prescrizioni».

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