Calano i posti nelle residenze universitarie Esu, la preoccupazione degli Studenti per Udu

«Il Coronavirus ha portato la situazione all'estremo. Ridotti i posti disponibili al punto di farli corrispondere alla chiusura di una residenza di grandi dimensioni» dichiara Nicolò Silvoni, rappresentante Udu nel CdA dell'ESU

L'ESU di Padova conta nel proprio patrimonio immobiliare 16 residenze universitarie, di cui una nel polo di Agripolis a Legnaro e una (chiusa) a Vicenza. Negli ultimi anni, 5 di esse sono state chiuse portando a 750 i posti disponibili per gli studenti lo scorso anno, coprendo i bisogni di circa l'1,2% della popolazione studentesca padovana. Dal prossimo anno i posti diventeranno circa 600. Le residenze infatti, a causa delle nuove norme igienico-sanitarie, non potranno più ospitare studenti in stanze doppie o triple, riducendo così drasticamente il numero di posti disponibili.

Residenze

«Il servizio di residenza era già insufficiente prima della pandemia, il Coronavirus ha solo portato la situazione all'estremo, riducendo i posti disponibili al punto di farli corrispondere alla chiusura di una residenza di grandi dimensioni» dichiara Nicolò Silvoni, rappresentante Udu Padova nel CdA dell'ESU. «Sono ormai più di otto anni che il Veneto ha bloccato il fondo di investimento nel diritto allo studio, impedendo all'ESU Padova di fare investimenti coraggiosi in questo momento di estrema difficoltà. Abbiamo bisogno di più posti in residenza, ma lo sapevamo già prima: nell'anno 2019/2020 è stato registrato un esubero di quasi 300 domande rispetto ai posti totali disponibili negli studentati»

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Fondi

«Siamo stanchi di vivere in una regione che non ci considera nemmeno come ultima ruota del carro - conclude Silvoni  - è il momento di sbloccare nuovi fondi per costruire nuove residenze e posti per gli studenti padovani. La situazione rischia di sfuggire di mano, di questo passo le città universitarie si svuoteranno in meno di un anno, impoverendo il nostro territorio e le tasche di molti commercianti che basano i loro incassi sugli studenti. Zaia la smetta di ignorare le richieste degli studenti e inizi a rimboccarsi le maniche anche per noi».

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