Decapitato il calendario venatorio del Veneto: il Tar riduce le specie cacciabili da 44 a 20

Grazie al ricorso di sei associazioni il TAR Veneto sospende buona parte del calendario venatorio: non sarà possibile cacciare molte specie di migratori e all’interno delle aree della Rete Natura 2000. Stop alla caccia a caprioli, cervi e camosci con munizioni di piombo. Un bel regalo per il giorno di San Francesco. Stival smetta di mentire ai veneti, con il calendario violate le norme comunitarie e nazionali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Il TAR del Veneto ha accolto con decreto cautelare numero 603/2012 (n.1378/2012 R.R.) il ricorso presentato dalle associazioni LAV, WWF, LIPU, LAC, ENPA e Legambiente contro il calendario venatorio 2012-2013 della Regione Veneto sospendendolo per la quasi totalità.

Ecco gli effetti immediati del decreto:

a) divieto di caccia per diverse specie di uccelli migratori: Allodola, Beccaccia, Beccaccino, Starna, Combattente, Quaglia, Pavoncella, Mestolone, Moriglione, Canapiglia, Codone, Marzaiola, Moretta, Frullino, Tortora, Fagiano di Monte, Coturnice, Pernice bianca. Cio’ perche trattasi di uccelli di categoria S.P.E.C. (Special of European Conservation Concern) prive di appositi piani di gestione come prevede la Direttiva Uccelli ma mai attuati dalla Regione Veneto.

b) chiusura anticipata della stagione venatoria per Germano reale, Folaga, Gallinella d’acqua, Porciglione, Tordo bottaccio, Tordo sassello e Cesena, la caccia a queste specie chiuderà il 20 gennaio anziché il 30 gennaio. Ciò perché il calendario venatorio ne prevedeva la caccia dopo l’avvio della fase di migrazione prenunziale.

c) il divieto di caccia degli uccelli acquatici migratori con munizioni tossiche al piombo anche fuori delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), ovvero in tutta la regione.

d) il divieto di caccia con munizione al piombo agli ungulati, ovvero Daino, Camoscio, Capriolo, Cervo, Muflone e Cinghiale. Cio’ si tradurrà in pratica in divieto di caccia assoluto per queste sei specie perché i cacciatori sono sprovvisti di munizioni atossiche.

e) il divieto di caccia nei siti della Rete Natura 2000 (ZPS–Zone di Protezione Speciale e SIC-Siti di Importanza Comunitaria) perché la regione non ha provveduto ad effettuare la “Valutazione di incidenza” del calendario venatorio. Cio’ si traduce in divieto di caccia in importantissime aree del Veneto come parte dei Colli Berici (VI), il Delta del Po (RO), il Montello, il Piave ed il Pra’ dei Gai (TV), la laguna Veneta (VE) e molti altre

La Regione Veneto potrà eventualmente far valere le sue regioni solo tra un mese, ovvero nella Camera di Consiglio del 30 ottobre fissata dallo stesso Decreto Cautelare, perciò le limitazioni succitate della caccia rimarranno valide in tutto il Veneto almeno sino a fine mese.

Il calendario venatorio del Veneto viola palesemente la direttiva comunitaria 2009/147/CE sulla tutela degli uccelli. Questa volta la Giunta Zaia non potrà fare scherzi e i cacciatori si dovranno attenere al nuovo calendario modificato dal TAR salvo pesanti sanzioni penali. L’assessore Stival eviti di mentire ancora ai veneti affermando che il calendario venatorio e’ legittimo e prenda atto finalmente che i calendari venatori devono essere fatti nel rispetto della legalità e non sotto dettatura della lobby venatoria. Questo è il più bel regalo che poteva arrivare a tutti i veneti sensibili all’ambiente per il giorno di San Francesco.

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