I candidati padovani di Articolo Uno ne Il Veneto che vogliamo

Odette Mbuyi e Alessandro Tognon, lei dipendente della Safilo di origine congolese, lui tuta blu, sono i candidati di Articolo Uno nella lista provinciale del Veneto che Vogliamo di Padova

«Cosa ha fatto Zaia per quelli come noi? Un bel niente. Quindi ci candidiamo». Odette Mbuyi e Alessandro Tognon, lei dipendente della Safilo di origine congolese, lui tuta blu, sono i candidati di Articolo Uno nella lista provinciale del Veneto che Vogliamo di Padova.

Veneto

«Con le nostre storie rappresentiamo donne e uomini con degli interessi ben precisi, mentre Zaia ha in mente solo quelli dei più ricchi», dichiarano i due rappresentanti della sinistra, che in tasca oltre alla tessera di Articolo Uno hanno quella del principale sindacato italiano. E spiegano: «Il Veneto "tax free" esiste solo nelle favole, l'addizionale Irpef Zaia l'ha tolta a se stesso, perché noi lavoratori già non la pagavamo. Quelle risorse sono state sottratte alla sanità pubblica e al sociale. Cos'hanno fatto i vari Zaia e Galan in venticinque anni di governo, per la sicurezza nei luoghi di lavoro? Per la tutela della salute? E per la difesa dell'ambiente? Nulla, il Veneto merita di più e per questo ci mettiamo in gioco. Conosciamo i problemi dei veneti che lavorano, sono i nostri».

Zaia

«Abbiamo letto che Zaia è stato presente al 2,35% delle votazioni in consiglio regionale. È un lusso che nel nostro lavoro non possiamo permetterci, con questa percentuale di presenze saremmo subito licenziati», commentano i due candidati. Alessandro Tognon, segretario provinciale di Articolo Uno. Nato e residente a Padova, sposato, ha due figli. Fa l'operaio ed è iscritto all'ANPI: «l'antifascismo è un valore, un requisito fondamentale per poter fare politica». Odette Mbuyi, lavoratrice dipendente della Safilo dove è stata eletta Rsu e rappresentante per la salute la sicurezza dei lavoratori. Le sue radici sono in Congo, in Italia ha costruito vita, lavoro e famiglia. Ha una figlia che ama la musica. Da tempo segue percorsi di conoscenza reciproca e integrazione tra italiani e stranieri, attualmente svolge anche un servizio volontario allo sportello immigrazione della Cgil: «il mio impegno è per la costruzione di una comunità più aperta, giusta, solidale».

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