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Sabato, 26 Novembre 2022
Politica

Caos Lega, Boron: «Chi ha speso oltre 100 mila euro per candidare Peghin, venga in sezione e spieghi»

Il consigliere regionale del Carroccio mette ancora nel mirino Massimo Bitonci. E poi chiede a Salvini di pretendere il ministero degli affari regionali

«136 mila euro per meno di 6 mila voti e per un candidato sindaco che poi si è messo in lista alle politiche con Brugnaro. Per rispetto e trasparenza dei militanti della Lega che pagano una tessera, credo sia doveroso che chi ha fatto questa scelta venga in sezione a Padova a spiegare le ragioni di questo investimento». La voce è quella del consigliere regionale della lista Zaia Fabrizio Boron, e si riferisce alle spese elettorali della Lega per le scorse amministrative, quando il partito ha sostenuto Francesco Peghin. Spese rese pubbliche ieri 29 settembre dal Comune di Padova. Boron non lo nomina, ma si riferisce a Massimo Bitonci, tesoriere della Lega. Contro di lui si era già espresso più volte, perché contrario alla scelta di candidare Francesco Peghin come sindaco di Padova, ma soprattutto per la decisione di non condividerla con la base. Va ricordato che nell'amministrazione Bitonci a Padova (2014-2016) Boron era assessore. Nel tempo però tra i due i rapporti si sono deteriorati.

L'accusa

«I ragazzi e le donne che hanno corso per le comunali di Padova ci hanno messo cuore, tempo e soldi - prosegue Boron - .Il risultato elettorale non li ha premiati, purtroppo. Ma non per mancanza di buona volontà loro, ma per una scelta, a monte, fatta a Roma. Perché il candidato sindaco di Padova non è stato deciso dalla base della Lega qui, a Mortise o all’Arcella, ma a Roma, nelle segrete stanze, da quattro amici. Oggi però scopriamo pure che per quelle elezioni sono stati spesi 136 mila euro di soldi che sono patrimonio dei militanti della Lega. Praticamente, 23 euro per ogni preferenza della Lega: una cosa che, nel pubblico, farebbe inorridire la Corte dei Conti. Mi pare il minimo, per trasparenza verso i militanti e i sostenitori della Lega, che chi ha assunto queste decisioni, convochi una riunione di sezione e spieghi. Così, magari, qualcuno ci dirà anche il senso di spendere tanto per sostenere un candidato che poi, alle recenti elezioni politiche, era in una lista diversa da quella Lega» chiude Boron.

Salvini

Fabrizio Boron parla anche del risultato nazionale alle recenti elezioni politiche: «La Lega e Salvini pretendano, nelle trattative per il prossimo Governo, il Ministero degli Affari Regionali. La priorità del Veneto, e di tutto il Nord, è l’Autonomia Regionale: non c’è alternativa, serve un Paese più moderno ed efficiente. Non perdiamo tempo, quindi, nella richiesta di inutili posti per accontentare i numerosi esclusi eccellenti: sottosegretari, vice-premier e altre posizioni, sono richieste funzionali alla persona, non all’ideale del nostro movimento. E allora lasciamo perdere tutto il resto e concentriamoci solo su quello - dice Boron - .Salvini stesso, e il Commissario Regionale Stefani, hanno promesso a Mestre, in occasione di un incontro recente con gli amministratori del Veneto, che al primo Consiglio dei Ministri si sarebbe portata la riforma dell’Autonomia. E allora mi chiedo: chi meglio del nostro Segretario Federale potrebbe ricoprire il ruolo di Ministro per le riforme e gli affari regionali? Per di più, Salvini può già contare su una lunga e positiva esperienza ad un Ministero. E questo sarebbe un modo per rinsaldare la nostra base sui temi e gli ideali che da sempre cementano i nostri militanti e i nostri sostenitori. Il Segretario Federale, in quella posizione, darebbe un messaggio di rinnovata fiducia e nuova speranza»

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